ACI CASTELLO CHIEDE MISURE ED INTERVENTI LEGISLATIVI A TUTELA DELLE VITTIME DI VIOLENZA E RIABILITAZIONE DEGLI AUTORI DI TALI REATI


Comunicato del consiglio comunale del 04/10/2021.

Si è celebrata lunedì mattina, 4 ottobre c.a., la seduta ordinaria, in video conferenza, di Consiglio Comunale del civico consesso, convocata dal presidente del Consiglio Comunale, Ing. Cacciola Venerando, a seguito di una specifica richiesta presentata dai consiglieri comunali Tosto Salvatore, Sabella Giorgio, Papalia Massimo, Salvatore Bonaccorso, Carbone Ezia Clara e Libertino Luca. E’ stato trattato il seguente O. d. G.:
DISCUSSIONE SU ORDINE PUBBLICO, SICUREZZA E PROVVEDIMENTI ADOTTATI E DA ADOTTARE, DISAGI DERIVANTI DA RITARDI NEL COMPLETAMENTO DI LAVORI PUBBLICI E SITUAZIONE CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE DEL COMUNE DI ACI CASTELLO.
ATTIVAZIONE MISURE FINANZIARIE E PREDISPOSIZIONE INTERVENTI LEGISLATIVI A TUTELA DELLE VITTIME E RIABILITAZIONE DEGLI AUTORI DEI REATI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE E I c.d. “FEMMINICIDIO”.
L’amministrazione era rappresentata dal Sindaco Scandurra Carmelo, e dall’assessore Sebastiano Romeo. Aperti diversi filoni di discussione. I consiglieri firmatari della richiesta di convocazione del C.C. ordinario si sono detti soddisfatti delle risposte fornite dall’amministrazione.
Altro importante argomento trattato dal C.C. è stato: “attivazione misure finanziarie e predisposizione interventi legislativi a tutela delle vittime e riabilitazione degli autori dei reati contro la violenza di genere e i c.d. “femminicidio”, seguito da un ordine del giorno approvato all’unanimità dei presenti, che qui viene integralmente trascritto, ai fini della pubblicazione:
Lo scorso 09 settembre 2021 si è riunito a Trecastagni, città di residenza di Vanessa Zappalà brutalmente assassinata ad Acicastello il 23 agosto scorso per mani dell’ex convivente, il Coordinamento Provinciale dei Presidenti del Consiglio Comunale dell’Area Metropolitana su proposta del Presidente di quel consiglio comunale Salvo Finocchiaro e del Sindaco Giuseppe Messina, per affrontare e discutere insieme le iniziative più concrete e adeguate da proporre ai Consigli Comunali ed agli organi istituzionali territoriali per arginare il fenomeno del c.d. “femminicidio”. Una vera e propria escalation di violenza che non sembra affatto destinata a placarsi registrando con inquietante preoccupazione 43 omicidi dall’inizio del 2021 e ben tre casi solo negli ultimi giorni: quello di Vanessa Zappalà il 23 agosto, quello di Chiara Ugolini il 05 settembre e quello di Ada Rotini di Bronte l’08 settembre scorso.
In Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, proporzione destinata a salire in tempi di lockdown con una vittima ogni due giorni. Un fenomeno complesso, quello del femminicidio e della violenza di genere, che irrompe in vicende familiari ed affettive spesso già compromesse e deteriori. Le vittime della violenza di genere si trovano frequentemente incapaci nel contrastare le minacce o le percosse dei loro aggressori, nonostante le denunzie penali, perché l’ossessione di chi li perseguita è il più delle volte ben celata dietro fatti persecutori che per la loro specificità non sempre raggiungono quel concreto valore penale capace di giustificare l’applicazione di misure di custodia cautelare esponendo la vittima troppe volte fino alle estreme e fatali conseguenze.
Difatti, pur consapevoli delle importanti novità legislative a contrasto del fenomeno, con la riforma del c.d. “Codice Rosso” del 2019, constatiamo increduli l’inarrestabilità del fenomeno in una tendenza destinato al rialzo; per questo riteniamo non sempre efficaci misure a tutela disposte dall’ordinamento anche a causa di tante inadeguatezze riscontrate nell’intero sistema sociale, istituzionale e politico incapaci di recepire con la dovuta e ferma adeguatezza iniziative di reale contrasto. Donne maltrattate in cerca di giustizia ma anche di pace e di un futuro per sé e per i propri figli; tentando la ricostituzione di opportunità lavorative ed abitative senza lo spettro della persecuzione e nella possibilità concreta di una assistenza anche psicologica da parte di quegli organismi sociali il più delle volte ad iniziativa privatistica, quali Centri Antiviolenza e comunità di assistenza, che necessitano di adeguati finanziamenti duraturi e contestuali opportuni riconoscimenti concreti sul piano istituzionale affinché riescano durevolmente a proseguire nel loro difficile, quanto essenziale, lavoro di aiuto e soccorso alle donne vittime della violenza di genere.
Donne maltrattate spesso denunzianti inascoltate che anelano le misure cautelari contenitive dei loro aggressori per sperare di tornare a rivivere che si rivelano spesso inappropriate all’effettivo controllo di reiterazione del reato che dovrebbe giustificarle.
Uomini aggressivi che alimentano drammi psicologici fino alla ossessione violenta contro i propri ex conviventi che, a loro volta, necessitano anch’essi di adeguati strumenti di supporto emotivo, psicologico e terapeutico, se non anche di assistenza in comunità riabilitative.
Gli EE.LL. intendono muoversi con proposte concrete per il tramite dei Consigli Comunali, suggerendo e promuovendo iniziative istituzionali che coinvolgano appieno le istituzioni di ogni ordine e grado.
Per queste ragioni, constatiamo ancora.
L’Assenza di braccialetti elettronici anti-stalker per gli indagati/imputati di violenza di genere che avrebbero potuto salvare molte delle vittime che continuiamo incessantemente a annotare nei nostri territori comunali. Bracialetti che registrano la posizione della vittima e quella del proprio aggressore avvertendo la prima dell’avvicinamento del suo persecutore consentendo la fuga ed il riparo ed alle forze di polizia di riuscire prontamente ad agire a tutela della vittima. Questi dispositivi sono in uso in diversi paesi del Mondo ove, stanziati dai Governi Centrali possono essere addebitati nei costi in capo all’imputato condannato per stalking come misura accessoria. In città come Madrid, a seguito dell’utilizzo del Bracialetto anti-stalking hanno stimato una riduzione del 33% dei reati di abuso sulle donne. Anche in Italia sono stati stanziati circa 23 milioni di euro per l’acquisto di questi dispositivi anti violenza ma non ci risulta che gli stessi siano stati in larga parte spesi ed acquistati o, peggio, che siano stati ancora attivati, se non in parte residuale.
Il primo impegno richiesto, pertanto, affinché si riattivi immediatamente dal Governo Nazionale e su base territoriale la programmazione e diffusione capillare di questi sistemi a supporto delle vittime. Sono già stati attuati piani finanziari Regionali di Intervento per la Prevenzione e contrasto alla violenza di genere (per la Regione Siciliana circa due milioni di euro per gli anni 2019-2020 dall’Assessorato alle Politiche Sociali), finanziando case rifugio e centri antiviolenza per fornire assistenza “a tutto campo” per le donne vittime delle violenze di genere e per i loro figli minori. Ma servono risorse finanziarie di più largo respiro, anche dal Governo Nazionale, affinché le strutture di supporto assistenziale, materiale e psicologico possano continuare agevolmente ad operare nel difficile ruolo preposto che oggi si autoalimenta attraverso finanziamenti privati o col contributo fornito dagli Enti Locali ove le strutture riescono ad ottenere spazi per la edificazione di case-rifugio e alloggio o di sportelli antiviolenza senza l’esborso ulteriore di oneri aggiuntivi.
Il secondo impegno richiesto, allora, di indirizzare gli organi istituzionali della Regione Siciliana e del Governo Nazionale all’attuazione di misure economico finanziarie in misura maggiore e periodica in favore delle strutture socio-assistenziali per le vittime delle violenze di genere e loro figli minori. Ma bisogna anche guardare al problema psicologico ed assistenziale che coinvolge gli aggressori, persecutori già vittime delle loro persecuzioni. Attuando su scala Nazionale e normativa misure di intervento nei confronti di coloro che diventano essi stessi vittime consapevoli del loro sentimento di ossessione, prevaricazione e persecuzione verso le vittime designate. Aggressori e imputati dei procedimenti nei confronti dei quali la normativa attuale appare significativamente carente, mancando strutture ricettive di assistenza materiale e, soprattutto, di recupero psicologico e di presa coscienza e consapevolezza del reo rispetto ai fatti accaduti; aiutandoli con la organizzazione di strutture di supporto e socio-assistenziali capaci di attuare programmi di recupero psicologico convenzionati affinchè gli stessi aggressori diventino capaci di emanciparsi dai sentimenti di lucida ossessione che costituiscono matrice e genesi degli atti estremi di femminicidio.
Ecco perché il presente Ordine del Giorno vuol promuovere iniziative congiunte e a larga scala tra gli EE.LL. affinché, per il tramite delle amministrazioni locali e su impulso di ciascun Consiglio Comunale, giungano voci unanimi di riscatto istituzionale ai Governi Regionale e Nazionale perché attuino da subito la iniziative indicate.

Per tutto quanto sopra premesso,
Visto il T.U.EE.LL.;
Visti gli artt. dello Statuto Comunale;
Visto il Reg. per il funzionamento del Consiglio Comunale;

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA MUNICIPALE

affinché anche attraverso proprio atto deliberativo da destinare per la notifica al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Regione Siciliana unitamente al presente atto deliberativo di Consiglio Comunale, chiedano congiuntamente al Consiglio Comunale alle Istituzioni di competenza:
• L’attivazione dei Braccialetti Elettronici anti-stalker, favorendone la massima e capillare diffusione sull’intero territorio e presso le forze dell’ordine, quali misure di contrasto reale al fenomeno dilagante dell’aggressioni di genere verso donne vittime della persecuzione di propri ex conviventi, mariti o amanti;
• Lo stanziamento di misure finanziarie a supporto di Centri Antiviolenza, Case rifugio e verso le donne vittime di reati di genere e loro figli minori, definendo specifiche e periodiche misure economiche a contrasto del fenomeno;
• Lo stanziamento di misure finanziarie e la predisposizione di interventi legislativi specifici a supporto per la realizzazione di strutture specializzate socio-assistenziali per il recupero dei responsabili di dette aggressioni, rei delle fattispecie contro le donne, affinché possano organizzarsi programmi specifici assistenziali e psicologici verso coloro che, a loro volta vittime delle proprie incalzanti ossessioni emotive, regrediscono anche verso forme estreme di violenza contro ex conviventi, mogli o amanti.

I firmatari della Proposta​​​
Il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri e i Capi Gruppo Consiliari

Dalla Residenza Municipale, li 04/10/2021
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Ing. Cacciola Venerando

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