CRISI CLIMATICA: SE NON CI ATTIVIAMO VERSO UNA GREEN ECONOMY TRA POCHI ANNI SAREMO RESPONSABILI DELL’ESTINZIONE UMANA


L’informazione nei giornali ed in televisione ormai da tempo non presta la giusta attenzione alle problematiche climatiche, sempre oscurate da informazioni spesso irrilevanti.

Anche la pandemia, secondo Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana, è figlia della mancanza dell’equilibrio ambientale. Spesso nuovi virus emergono nelle foreste, sottoposte ad un uso maldestro da parte dell’uomo, ed è lì che quest’ultimo entra in contatto con specie selvatiche che possono trasmettergli nuovi virus e malattie.

Gli scienziati da anni cercano di avvertire l’umanità del rischio ambientale, mostrandolo come il problema più grave in assoluto per l’uomo, ma l’informazione continua ad ignorarli.

Sui mezzi di informazione si parla sempre di problemi legati alla crescita economica, alla società, mai ai rapporti tra l’umanità e la terra. La crescita economica è il problema, non la soluzione.

Può e deve esserci una crescita ma di valori, una crescita culturale svincolata dalla crescita di consumi materiali.

Dobbiamo necessariamente ridurre il nostro impatto sul pianeta! 

La pandemia in questi due anni ha ridotto le emissioni di CO2 più delle misure attuate dalle Istituzioni, adesso però c’è una corsa a riprendere tutto peggio di prima.

Ognuno nel proprio piccolo deve fare in modo di ridurre il proprio impatto sul pianeta ed attuare una Green Economy che si basa su 4 pilastri:

– Casa: cappotti termici a muri e tetti, installare pannelli solari, fare in modo di passare dal petrolio e carbone al sole, al vento e all’idroelettrico. Con l’ecobonus adesso questo è accessibile anche a chi non aveva la possibilità economica;

– Trasporti: bisogna ridurre l’impatto del trasporto individuale, acquistare auto elettriche (purchè l’elettricità provenga da fonti rinnovabili), favorire il telelavoro. I viaggi aerei vanno sostituivi come possibile, sia che siano per lavoro che per turismo (miriamo ad un turismo sostenibile, a corto raggio). Bisogna in particolar modo evitare viaggi transoceanici perché ogni persona emette in questi viaggi 1-2 tonnellate di CO2;

– Cibo: bisogna mangiare meno carne perché l’allevamento del bestiame ha grande responsabilità nell’emissione di metano, altro gas a effetto serra;

– Consumi materiali: bisogna evitare il consumismo e fermare la cementificazione. Non c’è una campagna ancora che spieghi ai cittadini quanto sia importante il suolo.

Il resto dovranno farlo le persone che stanno al Governo e che abbiamo il dovere di eleggere con attenzione.  

Abbiamo una decina di anni per curare questo “malato terminale”, come definisce la nostra terra Luca Mercalli, le generazioni future non potranno occuparsene, stiamo rischiano l’estinzione del genere umano senza esserne veramente consapevoli.

Laura Ciancio

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