In viaggio verso il Teatro Andromeda, la meraviglia siciliana


“Sei il benvenuto. Chiamami per nome, che qui, chiamiamo per nome e diamo del tu anche a Dio. Mio padre mi voleva pastore, così ho passato la mia infanzia tra pecore, cani e un libro. […] Adesso ascolta il silenzio, siedi su una stella e guarda la terra. Questo non è un teatro … ma un’astronave che sta viaggiando verso la galassia di Andromeda”.

Lorenzo Reina non è un semplice pastore, oltre che essere l’autore del testo lì sopra, è anche, soprattutto, uno scultore. Di giorno, come lui stesso racconta, portava a pascolare le pecore ma di notte scolpiva alabastri guardando il firmamento. Da qui l’idea di creare una delle opere d’arte più curiose e sublimi della Sicilia: il Teatro Andromeda. 

Costruito interamente in pietra, sospeso a 1000 metri di altitudine e circondato da una natura selvaggia che si affaccia su panorama mozzafiato, il Teatro Andromeda è ispirato ai tradizionali recinti siciliani in pietra che anticamente ospitavano le greggi. 

È fornito di 108 posti a sedere di pietra chiara dalla forma cubica.Guardati dall’alto questi blocchi occupano il posto di una delle 108 stelle della costellazione di Andromeda. Tra i sedili ci sonoanche degli spazi vuoti, benché il teatro sia all’aperto e quindi perfetto per le nuove misure anti-Covid, il “vuoto” per lo scultore-pastore Reina ha un preciso significato, rappresenta la visione della costellazione speculare ai blocchi di pietra chiara, come se le stelle si guardassero allo specchio. La scena di forma ellittica, invece, è costituita da 365 tasselli, come i giorni dell’anno. 

La cavea del Teatro Andromeda è diretta verso l’orizzonte mentre il perimetro è attorniato da un muro in pietra che culmina su unaporta affacciata verso vuoto. Seduti nel teatro ci si ritrova immersi in un ambiente naturale e primitivo. Lo strapiombo genera la sensazione di essere dentro il paesaggio, data l’assenza di chiusure o impedimenti fisici che ci separano dall’orizzonte.

Per accedere al teatro si deve superare una porta lasciandosi alle spalle un paesaggio aperto, immerso nel silenzio. Per raggiungerlo e visitarlo basta recarsi verso Santo Stefano Quisquina ( AG )piccolo borgo d’origine medievale in provincia di Agrigento. Il teatro non si trova in paese ma percorrendo la contrada Rocca, alla fine di un sentiero di campagna che si inoltra nei boschi. Unavolta intraviste le sculture del pastore-scultore Reina non ci si potrà sbagliare. 

Per ulteriori informazioni basta controllare il sito sempre disponibile a nuove delucidazioni. 

Danilo De Luca

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