G8, Genova 20-22 Luglio 2001


Nel Capoluogo ligure a luglio del 2001, durante l’allora Governo Berlusconi si decise di riunire i capi di governo degli 8 paesi più industrializzati del mondo (Usa, Giappone. Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, Russia).
Durante il vertice del G8 i movimenti no global o anti-globalizzazione e le associazioni pacifiste organizzarono delle manifestazioni di dissenso che provocarono degli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti.
I movimenti no global vennero anche definiti “Popolo di Seattle”, dalla loro prima protesta, organizzata in occasione della Conferenza dell’Organizzazione mondiale del commercio nella città americana.
Altre proteste in cui i no global furono protagonisti si susseguirono il 27 gennaio a Davos, durante il Forum economico mondiale, a Napoli in occasione del Global Forum ed infine a Goteborg.
Queste proteste miravano a mettere in risalto agli occhi dell’opinione pubblica mondiale il problema del controllo dell’economia da parte di pochi stati che prendevano le decisioni più importanti a livello economico, ponendosi come autorità mondiale.
Venivano inoltre contestate le politiche e le ideologie neoliberiste adottate dalle Organizzazioni sovranazionali come l’Organizzazione Mondiale del commercio e il Fondo Monetario Internazionale.
Tra gli altri obiettivi da raggiungere: fiscalità più equa, la cancellazione dei paradisi fiscali, il rispetto e la tutela dell’ambiente, la lotta alle diseguaglianze nel mondo, aiutare gli stati più poveri in difficoltà.
Durante la giornata del 19 luglio a Genova si svolse una manifestazione da parte di extracomunitari con la partecipazione di molti abitanti genovesi ma non si registrarono incidenti degni di menzione.
Il 20 luglio altre manifestazioni vennero organizzate, tra cui: i cortei dei lavoratori in sciopero, della Rete Lilliput, delle Tute Bianche, di Globalise Resistance.
Nel primo pomeriggio del 20 luglio avvennero i primi incidenti, presso la stazione Brignole alcuni Black Bloc si macchiarono di atti vandalici e attaccarono con lanci di bottiglie Molotov e sassi una barriera formata da carabinieri.
Sempre durante il pomeriggio mentre giungeva in piazza Alimonda il corteo delle tute bianche, colpi di pistola sparati all’interno di un Defender dei carabinieri colpiscono il ventitreenne Carlo Giuliani, uccidendolo.
Il carabiniere Mario Placanica fu indagato per l’omicidio del romano Giuliani ma alla fine venne assolto dalla giustizia italiana e da quella europea, in quanto riusci’ a dimostrare la legittima difesa, dato che Carlo Giuliani stava tentando di colpirlo con un estintore.
Nella Scuola Diaz Sabato 21 luglio la polizia con il pretesto di cercare armi fa irruzione, questa si trasformerà in una vera e propria “macelleria messicana”. Tutti i presenti nella Scuola Diaz vennero colti nel sonno, bastonati a sangue e portati nella caserma di Bolzaneto, dove subirono altra violenza psicologica e fisica.
Amnesty International ha successivamente dichiarato i fatti verificatisi alla Diaz, la più grande violazione dei diritti umani dopo la fine della seconda guerra mondiale in Europa.
Quando accadono fatti come quello del 21 luglio è soprattutto la democrazia ad essere attaccata, oltre che i diritti inalienabili dell’uomo.
Arianna Pastore

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