I borghi abbandonati. La Sicilia dei paesi fantasma


Imposte di legno che sbattono al vento, cigolii di porte aperte che scricchiolano la notte, tetti crollati, polvere e ombre nel crepuscolo. Sembra un’ottima location per girare un buon film d’horror, proprio in questi giorni una simile atmosfera potrebbe attrarre i festaioli della notte, ma qui non stiamo parlando di addobbi né tantomeno di set cinematografici. Quello che ci preme esplorare sono i paesi abbandonati che popolano la Sicilia, terra di suspence e mistero. Alcuni li chiamano “borghi fantasma”. 

Di base sono dei piccoli centri storici di dimensioni inferiori a quelle di un comune che sono stati lasciati per via di una catastrofe naturale o per via della costruzione di centri urbani ex novo con maggiori opportunità lavorative. Di conseguenza da centri abitati, una volta abbandonati, si trasformavano in paesi fantasma. 

Oggi stanno diventando un’attrazione turistica, benché non vi sia un vero e proprio tour organizzato ( la Sicilia è molto grande da visitare tutta ) eppure molti dei viaggiatori si ritengono particolarmente affascinati da questi luoghi della memoria perduta.  

Cominciamo dal VILLAGGIO SCHISINA, in provincia di Messina, nei pressi di Francavilla. Schisina è un complesso formato da altri 7 villaggi fantasma abbandonati intorno a gli anni ’50. In questo agglomerato possiamo trovare infatti altri borghi dimenticati, come: Borgo San Giovanni, Bucceri-Monastero, Pietra Pizzuta, Malfìtana, Piano Torre, e Borgo Morfia con le sue ventotto case abbandonate.

BORGO BORZELLINO, invece, si trova in provincia di Palermo. Costruito nel anni ’40 ma spopolato nel ’60 è anche annoverato tra i “paesi fantasma” più suggestivi di Sicilia. È un complesso di tipo fascista ma ancora al suo interno possiamo ritrovare delle botteghe artigiane, una farmacia, un tabacchino, una trattoria ed è pure attraversato da una linea ferroviaria abbandonata. 

BORGO RIENA, anche lui vicino Palermo a Castronovo di Sicilia. Inizialmente fu costruito per ospitare un villaggio residenziale per gli agricoltori del latifondo ma anche lui fu abbandonato nel 1950. Una interessante leggenda vuole che sia rimasto ancora un unico cittadino, Totò Militello, latitante di vecchia data che nel borgo ha trovato il suo perfetto nascondiglio contro le forse dell’ordine. Nessuno comunque lo ha più visto da mezzo secolo. 

BORGO GUTTADAURO,  provincia di Caltanissetta vicino Butera. È stato occupato dalle truppe americane durante la seconda guerra mondiale, doveva diventare un borgo residenziale e poi una colonia estiva per bambini, niente di tutto questo, è stato abbandonato negli anni ’60. 

POGGIOREALE, tra i più famosi dell’isola, chiamato così a seguito del terremo del ’68. È il borgo fantasma più grande della Sicilia, meta di turisti e fotografi in cerca di un scatto ricco di mistero. 

BORGO CARCACI, nascosto a gli occhi meno esperti, questo paese abbandonato è situato vicino Centuripe, in provincia di Enna. Vecchio da invidia, si dice che i Normanni vi si accamparono lì nel lontano 1061.  Il fascino di questo borgo sta tutto nelle sue claustrofobiche viuzze che portano al Castello e alla chiesetta in pietra lavica dedicata a Santa Domenica.  

BORGO DELLA CUNZIRIA, a Vizzini in provincia di Catania. Cunziria in siciliano è la conceria, dove venivano lavorate le pelli degli animali. Questo borgo oltre ad essere abbandonato è anche un set cinematografico. Franco Zeffirelli, nel 1982, mise in scena la sua cavalleria rusticana e Gabriele Lavia nel 1996 lo scelse come luogo per ambientare alcune scene del suo film “La Lupa”, tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga. Attraverso queste due opere divulgate a livello mondiale, il borgo ha avuto una sua vetrina, che tutti hanno ammirato per questo spaccato di ruralità ottocentesca rimasta immobile nel tempo.

NOTO ANTICA,  nella Sicilia sud-orientale in provincia di Siracusa, è un esempio di quei borghi che si sono spopolati per via di catastrofi naturali, come il terremoto che lo ha semi-distrutto nel 1693. Il borgo ha circa mille anni e oggi costituisce un’area archeologica di grandissimo interesse. 

Insomma, terra di mistero e suspence, la Sicilia non smette mai di sorprende con la sua incredibile memoria. I ricordi di una passato che stenta ancora ad esistere si fanno case, strade e luoghi dimenticati in attesa di un sguardo che li illumini di presente. 

Danilo De Luca

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