Al via i lavori per la demolizione dell’”ecomostro” della Timpa


hotel-santa-maria-la-scala

Dopo anni di attesa giorno 2 dicembre sono iniziati i lavori per la demolizione di quello che è stato denominato l’“ecomostro” della Timpa. Il paesaggio di Santa Maria la Scala per ben 40 anni è stato oscurato da una struttura in cemento armato costruita proprio nel costone lavico della bellissima riserva naturale la “Timpa di Acireale” ad una pendenza dell’89%. Quello scheletro di cemento armato, che dal 1975 si vede ancora oggi affacciato sul mare, doveva essere un albergo di lusso di sei piani, l’Hotel Santa Maria la Scala.

La struttura da demolire non rispetta i vincoli dovuti all’ambiente in cui è stata costruita, inoltre l’area oggi ricade in zona sismica 2 e non sarebbe nemmeno pensabile un riadeguamento della stessa alla normativa antisismica vigente, visti anche i problemi strutturali e il rischio elevato di erosione della costa.

Il costo della demolizione sarà di 155 mila euro suddiviso tra il Comune di Acireale e l’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.

Tra circa 90 giorni la Timpa di Santa Maria la Scala dovrebbe essere liberata definitivamente da quell’orrore.

Questo è un fenomeno importante per Acireale, per Catania ma deve essere da esempio per tutta la Sicilia. Abbiamo fin troppe opere incompiute e lasciate a marcire in luoghi più o meno belli. L’ecomostro è un oltraggio alla bellezza della riserva naturale della Timpa ed un’offesa ai siciliani che amano la propria terra e la rispettano. In Sicilia ci sono tantissime opere abbandonate o incompiute e l’unica soluzione che può ridare la luce a quelle aree è la rivalutazione delle strutture e se questo non fosse possibile la loro eliminazione.

L’uomo a volte ce la mette tutta per imbruttire ciò che è bello. In un momento economicamente critico come questo l’Italia ha il dovere di valorizzare al massimo il suo patrimonio naturale, storico e architettonico.

Laura Ciancio

Nuovo Decreto fiscale 2017: tra rottamazione cartelle esattoriali e nuovi investimenti



Dopo il via libera della Commissione Bilancio della Camera alla manovra fiscale per il 2017, il ddl fiscale è passato sotto la scure del voto di fiducia con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto.

Prende via, dunque, la rottamazione definitive delle cartelle esattoriali, attraverso una definizione agevolata di quelle affidate agli agenti della riscossione fra il 2000 e il 2016, con pagamento intero della tassa e sconti su interessi di mora e sanzioni, nonché la possibilità di rateizzazione in cinque rate da pagare tra il 2017 e il 2018. Viene confermata la soppressione di Equitalia da luglio 2017 con passaggio del testimone all’Agenzia delle Entrate.

Novità toccano anche il settore Iva: gli adempimenti collegati a Spesometro e comunicazione liquidazioni periodiche diventano trimestrali. Vengono al contempo introdotti due crediti d’imposta, uno del valore di 100 euro per l’aggiornamento tecnologico e un altro del valore di 50 euro, utilizzabile una sola volta, per la fatturazione elettronica.

Passi avanti anche per gli studi di settore che dal 2017 , in attesa di un decreto attuativo, dovrebbero essere sostituiti con indici sintetici di affidabilità fiscale ed assurgere alla funzione di indicatori di compliance fiscale.

Riaperti anche i termini (31 luglio 2017) per aderire all’emersione di capitali, con sconti sulle sanzioni e un condono penale per i reati di evasione.

Interventi toccano anche il Fondo di Garanzia PMI, il fondo occupazione, nonché vengono previsti investimenti per la rete ferroviaria, l’accoglienza dei migranti e la tax credit per il cinema. Vengono altresi estesi i termini per la dichiarazione integrativa, eliminate le tasse per le spese di viaggio dei piccoli imprenditori, viene previsto il rinnovo automatico della cedolare secca, nonché agevolazioni per l’accesso al credito imprese agricole.

Eliminate, al contrario, le misure che prevedevano l’estensione agli incapienti dei bonus energetici e antisismici per i condomini, nonché la norma che consentiva di pagare un’imposta forfettaria del 27% ai contribuenti in regime dei minimi che sforano il tetto di reddito, entro determinati limiti.

Angela Scalisi

 

Confusione tra gli italiani per il Referendum Costituzionale



 

Tra poco più di una settimana saremo costretti moralmente ad andare a votare, dovremo prendere una decisione che cambierà o no la nostra storica Costituzione.

Cambiare è necessario, questo gli italiani lo sanno, ma se bisogna cambiare lo si deve fare per il meglio.

Chi è convinto per votare “Si” è in buona fede, ha le sue buone ragioni perché crede che in questo momento l’Italia non funzioni bene e che questa sia una buona occasione per cambiare le cose. Ma anche chi vota No vuole cambiare l’Italia perché non gli sta bene così, e non vota “no” per lasciare le cose come stanno ma per cambiarle nel modo giusto.

Le persone, i cittadini italiani vogliono tutti la stessa cosa dopotutto, senza capirlo stiamo tutti dalla stessa parte! Vogliamo tutti un Paese migliore, che funzioni bene, senza politici corrotti che fanno i propri interessi.

Sarebbe bello credere che questa riforma costituzionale migliori l’Italia ma purtroppo non sarà così. Per scegliere bene bisognerebbe leggere l’intera riforma con attenzione (disponibile attraverso link alla fine dell’articolo). I cittadini sono confusi, anche leggendo l’intera riforma, che non è chiara nemmeno dopo che la si legge, si affidano alle promesse, alla “certezza” di un cambiamento, perché qualcosa prima o poi si deve cambiare.

Ma allora se l’obiettivo della riforma era quello di ridurre i costi, semplificare la burocrazia, perché non è stata approvata la legge taglia-stipendi M5S che avrebbe fatto risparmiare agli italiani 87 milioni di euro senza toccare la Costituzione (30 milioni in più della ‘riforma’ Renzi)? E perché anziché semplificare il procedimento legislativo sembra così incomprensibilmente complicato?

Se leggete l’articolo 70 (pag. 9-10-11) potrete “capire” di cosa si parla e che questa riforma costituzionale introdurrà ben 10 iter legislativi diversi a seconda della materia. Andiamo incontro alla totale confusione. Inoltre il passato italiano ci dimostra chiaramente che quando “si vuole” far passare una legge in fretta la si fa passare senza problemi con tutto il bicameralismo.

Ma non è questo quello che preoccupa maggiormente, il problema è che noi cittadini avremo sempre meno potere, la riforma vuole accentrare il potere. C’è chi sostiene che sia meglio così perché le regioni non sono in grado di gestirsi autonomamente, ma invece di accentrare il potere non sarebbe meglio togliere chi ci ruba il denaro e non lavora come dovrebbe? La legge va modificata, va punito chi non fa il lavoro per cui è pagato, vanno ridotti gli stipendi di lusso dei politici, ma per fare questo non bisognava cambiare 47 articoli della Costituzione.

 

Con la nuova riforma si passa da 315 senatori elettivi a 95, più quelli eletti dal Presidente della Repubblica. Il nuovo Senato dovrebbe rappresentare le istituzioni territoriali ma non saremo più noi cittadini ad eleggerli a suffragio universale (articolo 58 pagina 5), bensì saranno eletti dai Consigli regionali tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori (articolo 57 pagina 4). Quindi i sindaci faranno un doppio lavoro, visto che fanno già bene il loro, e rappresenterebbero la regione. In pratica non potremo scegliere chi ci dovrebbe rappresentare territorialmente, non è corretto. Questo vuol dire chiaramente togliere potere ai cittadini. Se vi va bene allora votate “Si”.

 

Per fare un punto della situazione:

 

– Dobbiamo superare il bicameralismo paritario, ma non con una riforma costituzionale che lo rende ancora più complesso!

– Dobbiamo diminuire i costi della politica! Questa riforma ridurrà i costi del Senato solo di un quinto.

– Come cittadini vogliamo avere un paese democratico! E a questo proposito vi invito a leggere l’articolo 71 (pag. 12). In questo momento il popolo esercita l’iniziativa legislativa mediante proposta da parte di almeno cinquantamila elettori. Se passa la riforma i cinquantamila elettori non basteranno perché ce ne vorranno almeno centocinquantamila! Non vi sentite presi in giro? Questo è un passo verso la democrazia?

– Il Governo ha inviato a casa degli italiani residenti all’estero solo il manifesto del Si, vi sembra corretto?

– Viene abrogato l’articolo 99, ovvero il CNEL. Leggete (pagina 26-27) e vedete se c’era davvero bisogno di eliminare questo organo. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è un organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie che gli competono ed è formato da esperti e rappresentanti delle categorie produttive e può contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale. È nato con uno scopo ben preciso e se non funziona come dovrebbe lo si deve a chi c’è dentro, non a quello che c’è scritto nella Costituzione!

– Chi dice “si” sostiene che la riforma chiarirà e semplificherà il rapporto tra Stato e Regioni. In realtà le regioni avranno dei poteri molto limitati. Quindi bisogna pensare che l’unica soluzione per far funzionare le regioni sia creare un accentramento di potere? Non sarebbe più giusto eliminare tutti quei politici che la regione non la fanno funzionare?

 

Gli italiani hanno bisogno di riforme chiare, comprensibili, semplici! Questa non lo è.

Per cambiare il sistema bisogna partire dal cambiare le persone e dopo in caso la Costituzione se è necessario. E soprattutto… per ridurre i costi della politica non bastava dimezzare tutti gli stipendi dei nostri grandi rappresentanti?

 

Di seguito il link del testo della riforma:

http://media.wix.com/ugd/14a30c_9dd527489fa24d648ca3b33c6913e1db.pdf

 

Laura Ciancio

SMS – Se mi scordo: i nuovi messaggi di Equitalia


153000304-1815b6a0-fbac-4bb4-b05b-77712f07e0c3
La tecnologia arriva anche nel sistema riscossione. Con il nuovo servizio “SMS – Se Mi Scordo”, Equitalia “vuole proseguire nella riforma del modello di riscossione e nel contempo costruire un nuovo rapporto con i contribuenti”.
Come diramato in un comunicato stampa, attraverso un semplice messaggino sul cellulare o tramite pec, l’Agente di riscossione dovrebbe preannunciare l’invio di una cartella.
Il progetto, pensato e sostenuto dall’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini, “rientra nella riforma messa in campo da Equitalia per fornire un nuovo servizio ai cittadini e strumenti più innovativi come ad esempio il portale responsive e l’app Equiclick”.
Il servizio può essere già attivato rivolgendosi o a uno dei 202 sportelli della società di riscossione o accendendo tramite specifiche credenziali al portale http://www.gruppoequitalia.it. I contribuenti potranno anche verificare la propria situazione nell’area riservata del portale, richiedere assistenza direttamente agli sportelli di Equitalia , nonché contattare il numero unico 060101.
Le comunicazioni previste da ‘Se Mi Scordo’ sono di tre tipologie:
nel caso in cui ad Equitalia venga affidato un debito da riscuotere da uno dei 6.700 enti e in particolare dalla Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Province, Regioni, Ordini professionali territoriali, Aziende di trasporti ed altri enti creditori;
nel caso in cu il contribuente, che usufruisca già di un piano di rateizzazione con Equitalia, non abbia pagato almeno la metà del numero massimo delle rate previste per la decadenza dal beneficio della rateizzazione;
nel caso in cui manchi solo una rata prima di decadere dal piano di rientro del debito concordato.
Bisogna ricordare, però, una circostanza fondamentale: “Se Mi Scordo” è un  servizio  puramente  informativo e non sostituisce e non può sostituire in alcun modo la regolare notifica di un atto, non avendo quindi alcun valore giuridico e non costituendo alcun vincolo nel rapporto tra gli utenti e l’Agente di Riscossione.
Angela Scalisi

Nuovo intervento per le zone terremotate: il decreto da lunedì in Gazzetta Ufficiale


Foto Roberto Monaldo / LaPresse 23-09-2016 Roma Politica Palazzo Chigi - Conferenza stampa su ricostruzione post terremoto Nella foto Varco Errani (comm. ricostruzione)   Photo Roberto Monaldo / LaPresse 23-09-2016 Rome (Italy) Press conference on reconstruction after the Amatrice earthquake  In the photo Varco Errani

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
23-09-2016 Roma
Politica
Palazzo Chigi – Conferenza stampa su ricostruzione post terremoto
Nella foto Varco Errani (comm. ricostruzione)
Photo Roberto Monaldo / LaPresse
23-09-2016 Rome (Italy)
Press conference on reconstruction after the Amatrice earthquake
In the photo Varco Errani

Nuovo decreto “ terremoto” da lunedì in Gazzetta Ufficiale. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto  “salvo intese”, rimandando ad un secondo tempo i dettagli tecnici. Secondo le prime indiscrezioni lo stesso decreto definirebbe il concetto del cratere del sisma e varerebbe provvedimenti su agricoltura, scuola e beni culturali anche con l’obiettivo di snellire la macchina della burocrazia.
L’emergenza principale affrontata è stata quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dai ripetuti eventi sismici. Il Dipartimento della protezione civile potrà, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree ove installarli. Per favorire il rientro nelle case con danni lievi, che hanno bisogno soltanto di interventi di immediata riparazione, i proprietari, previa presentazione di apposito progetto firmato da un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra il sisma e lo stato della struttura, oltre alla stima del danno, potranno procedere personalmente al ripristino dell’agibilità.
Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i Comuni interessati potranno procedere direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Compiti demandati anche all’Anas, che dovrà approntare misure urgenti atte alla messa in sicurezza e al ripristino della viabilità delle infrastrutture.
Il decreto, infine, prevede anche misure urgenti per consentire la prosecuzione delle attività didattiche: dalle modalità di composizione delle classi a quelle di assegnazione del personale docente.
Per riuscire a gestire tutti gli interventi, il decreto autorizza i Comuni ad assumere con contratti a tempo determinato personale di tipo tecnico ed amministrativo fino ad un massimo di trecentocinquanta unità.
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, commentando il lavoro svolto ha ricordato che “il governo ha stanziato le somme necessarie” per fare fronte all’emergenza, “per un totale di 130 milioni”, mentre per la ricostruzione sono previsti “266 milioni per il 2016 e 200 milioni per il 2017”. Forte intervento anche del Premier Renzi che ha incalzato l’Unione Europea affinché alleggerisca la morsa sull’Italia. Sul punto il commissario europeo agli Aiuti umanitari e alla gestione delle crisi, Christos Stylianides, ha ribadito che l’Italia può contare sulla solidarietà e l’impegno dell’Unione europea per affrontare l’emergenza, ma solo se le stesse autorità italiane lo chiederanno, scatterà il meccanismo di protezione civile europea. Il presidente della Commissione Juncker e i commissari per la crisi Stylinides e Cretu “seguono la situazione in Italia con grande preoccupazione” e “sono pronti ad aiutare in modo concreto se l’Italia ne farà richiesta”.
Al contempo prosegue la raccolta fondi (ad oggi sono stati già raccolti 2.350.498 Euro) attraverso il numero solidale 45500 riattivato, dopo la scossa del 30 ottobre, dal dipartimento della protezione civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile.
Angela Scalisi

Nuovi contatori luce in arrivo: tagli o rincari nelle bollette?


nuovocontatoreluce
Stanno per arrivare nelle nostre case i nuovi contatori della luce 2G, già presentati alla Triennale di Milano, durante la mostra di Enel “Vedere l’invisibile. Le forme dell’energia” .Gli apparecchi dovranno essere costruiti in base alle caratteristiche dettate dall’Authority per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico approvate come previsto dal decreto sull’efficienza energetica (d.lgs. 102/2014). Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2017 i contatori elettrici che hanno raggiunto i 15 anni di vita potranno, dunque, essere sostituiti con dei nuovi smart meter, che dovrebbero rilevare i dati in tempo reale, ogni 15 minuti, garantendo una gestione più efficiente ed effettiva dei consumi.
L’Enel ha già annunciato per l’autunno l’installazione in 32 milioni di case ed aziende del suo nuovo contatore 2G Open meter.
Come spiegato in una nota della Aeegsi – dall’Authority per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, le novità non saranno indifferenti. I dati sull’energia consumata nelle case, ma anche su quella auto-prodotta (in caso di pannelli fotovoltaici domestici) saranno rilevati ogni quarto d’ora e disponibili già il giorno dopo, con un addio definitivo a code di fatturazione, fatture di conguaglio e rettifiche. Si ricorrerà ai conguagli solo in caso di anomalie. Potremo gestire in modo più consapevole il nostro comportamento energetico, in quanto i dati dettagliati di consumo appariranno sul display del nuovo smart meter, nonché su altri dispositivi ‘intelligenti’ da tenere in casa e saranno aperti ai possibili sviluppi della domotica, anche avvalendosi del wi-fi e della fibra ottica.
Le letture più semplici e veloci consentiranno- o dovrebbero consentire- nuove offerte da parte delle società fornitrici di Energia, modulate con fasce orarie flessibili o con pacchetti di soluzioni prepagate.
Anche per i contatori 2G i costi d’installazione dovrebbero restare invariati e saranno ‘spalmati’ nelle bollette successive; sarà la stessa Autorità a garantire che i distributori elettrici non addebitino costi impropri.
Alcune associazioni dei consumatori non vedono uno scenario cosi idilliaco e dipingono, al contrario, la sostituzione come una mera operazione di facciata, che graverà sulle tasche dei clienti. L’atteggiamento più critico è quello di Codici, che ha additato la sostituzione come una mera operazione di maquillage, un restyling costoso e poco trasparente, in quanto i nuovi contatori sarebbero realizzati con la stessa tecnologia della prima generazione, comporterebbero costi aggiuntivi in bolletta, e aumenterebbero il rischio di maxi-conguagli.
Più pacata la reazione di Altroconsumo, che invece rassicura i consumatori soprattutto sulle spese: “Se il fornitore decide volontariamente di sostituire i misuratori prima dei 15 anni – si legge in una nota – gli eventuali costi saranno del tutto a carico suo. Se esiste un dubbio fondato sul cattivo funzionamento dell’apparecchio, il cliente può richiedere per iscritto al proprio fornitore una verifica tecnica del contatore, che dovrà essere svolta dall’impresa distributrice. L’Autorità ha stabilito i tempi massimi- spiega ancora l’Associazione- entro i quali il fornitore è tenuto a rispondere ed eventualmente a rettificare la bolletta e restituire le somme”
Sarà comunque un cambiamento destinato ad incidere non solo sui consumatori, ma anche sulla qualità complessiva del servizio elettrico, ovvero sulla gestione di rete, sull’analisi e previsione di distribuzione, sulla possibilità di agire sulle interruzioni, grazie anche ad una maggiore mole di dati raccolti.
Angela Scalisi

Equitalia si rottama


cartella-equitalia-660x330

Con la nuova Legge di Stabilità e la chiusura di Equitalia viene dato il via definitivo alla rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia. Il condono riguarderà le cartelle notificate tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015, con inclusione di tutti i ruoli relativi ai tributi, alle imposte, ai contributi previdenziali e assistenziali e alle multe per infrazione del Codice della Strada, ad esclusione per quest’ultime del pagamento degli interessi e dell’aggio. Anche i ruoli emessi dagli Enti locali e relativi all’Ici e alla tassa sui rifiuti potranno rientrare all’interno della sanatoria, ma l’ultima parola in tal caso toccherà ai Comuni.

La sanatoria non coprirà copre tutte le somme aggiuntive da pagare, perchè in aggiunta all’importo di base, i debitori dovranno comunque pagare: gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo; le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi; le spese per le procedure esecutive; le spese di notifica della cartella.

In pratica non dovranno essere più corrisposte, al contrario: le sanzioni sulle somme da pagare; gli interessi di mora; le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

La rottamazione sulle cartelle esattoriali riguarderà anche l’IVA, mentre resteranno escluse le somme dovute: “a titolo di recupero di aiuti di Stato, i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti, le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna”, e anche le somme già versate a titolo di interessi di mora non saranno rimborsabili.

Al fine di poter usufruire del beneficio fiscale il contribuente dovrà presentare richiesta di adesione alla sanatoria entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove norme, tramite l’utilizzo di un apposito modulo che sarà disponibile sul sito dell’Ente. Il pagamento potrà anche essere rateizzato in quattro rate, versando la terza rata entro il 15 dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018. La definizione agevolata sarà aperta anche a quei contribuenti che già oggi stanno beneficiando di un “pagamento rateale” per debiti pregressi, ma in tale ultimo caso gli stessi dovranno essere in regola con il pagamento delle rate in scadenza fra ottobre e dicembre 2016.

Con la prossima dipartita di Equitalia che da Luglio 2017 confluirà nell’ente strumentale denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, la riscossione sarà affidata dunque all’Agenzia delle Entrate. L’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, sarà nominato commissario straordinario per la gestione della transizione e i vecchi dipendenti di Equitalia passeranno al nuovo ente dell’Agenzia delle Entrate o verranno ricollocati con una “apposita procedura di selezione e verifica delle competenze in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”.

Non rimane dunque che attendere l’inizio della manovra che dovrebbe, quanto meno sulla carta, comportare un piccolo beneficio economico per i contribuenti.

Angela Scalisi