Ganiza: scegli come vivere la tua città


foto team a sinistra Daniele Virgillito, al centro Francesco Marino, a destra Valentino Romano

Quando il mondo del lavoro si fa piccolo nascono grandi imprenditori!

Ganiza è l’applicazione, sia web che mobile, che permette in modo immediato di scoprire eventi ed attività organizzate in ogni città del mondo.

Una Start Up creata da tre ragazzi siciliani che hanno deciso di investire nel proprio futuro in un modo fuori dal comune. Mentre molti giovani se ne vanno dall’Italia loro decidono di rimanere nell’amata terra natale, la Sicilia, e di puntare in alto su un prodotto con una scalabilità globale.

 

Ecco come descrivono questa loro esperienza:

“Siamo un team siciliano, abbiamo una visione globale e un ufficio vista mare” cit. Francesco Marino CEO. “È possibile fare startup in Italia e in Sicilia. Qui abbiamo risorse di altissimo valore che ci permettono di essere competitivi in ambito internazionale. Puntiamo molto sul prodotto per avere una scalabilità globale pur restando nella nostra terra” Valentino Romano, CTO.

 

Francesco Marino, Valentino Romano e Daniele Virgillito sono i tre giovani che hanno creato Ganiza, l’app che risolve il fatidico problema del “Cosa facciamo oggi?”.

A tutti nella vita, per non dire ogni settimana, è capitato di entrare in confusione perché non si sapeva cosa fare e cosa proporre agli amici. Qui entrano in gioco i nostri fantastici startupper che hanno creato una soluzione ad un problema comune.

L’applicazione è facile ed intuitiva ed oltre a scoprire cosa c’è intorno a sé, quindi serate, mostre, aperitivi ecc., si possono anche creare proposte private (film a casa, cena fra amici, festa) ed invitare amici e conoscenti. Non solo si può proporre una lista di cose da fare ma si possono anche far votare le proposte agli amici. La difficoltà di organizzare grandi e piccoli gruppi finisce con Ganiza ed il suo metodo democratico in cui ogni membro del gruppo può mettere il voto alla proposta che preferisce, così quella più votata sarà la scelta finale.

Mettere d’accordo tante teste non è mai stato tanto semplice e veloce!

E se gli amici non hanno Ganiza? Non è importante perché è possibile votare le proposte tramite pagina web, infatti gli amici possono essere invitati anche tramite Messenger, Whatsapp, mail, sms o link.

Oltre che permettere alle persone di organizzarsi in fretta Ganiza offre un grande aiuto ai suoi partner commerciali che, riuscendo a raggiungere gli utenti dell’app ed i loro gruppi, possono mirare al “tutto esaurito”. I locali partner di Ganiza infatti possono accedere alla dashboard online, che li informa sulle preferenze degli utenti, e fare delle attività mirate per coinvolgere i gruppi.

 

Ganiza, nata grazie al programma TIM #WCAP a Catania è diventata una realtà mondiale. La App è disponibile gratuitamente per iOS, Android e Windows Phone e conta migliaia di utenti fra Italia, UK, USA, Brasile e Mexico. 

 

Non ci è voluto molto per capire che questa Start Up meritava il successo infatti è stata selezionata tra le cinque finaliste di Edison Pulse 2016 e fra le migliori 10 startup digitali di Unicredit StartLab 2016, considerata fra le 100 startup più innovative d’Italia secondo Startupitalia. Anche EXPO Milano 2015 ha capito il suo valore, infatti è stata una delle applicazioni pre-installate in TIM2go, il tablet sharing ufficiale di Expo e scelta come app per vivere il “fuori EXPO” a Milano.

 

Oggi Ganiza è utilizzata in 15 Paesi ma c’è ancora tanta strada da fare e la Start Up è in cerca di nuovi investitori e partner che li aiutino a far diventare una visione una grande azienda.

LINK APP E SITO:

http://app.ganiza.me 

iOS: http://bit.ly/1HLxS8I

Android: http://bit.ly/14mvoPB

Windows Phone:http://bit.ly/1SVJXff

 

Laura Ciancio

 

Adesivi anche su Instagram



Gli adesivi non sono più riservati solo ai bambini per divertirsi! Da un po’ di tempo a questa parte occupano un posto di rilievo anche sui social dove si possono incollare diversi stickers coloratissimi su foto e post.Adesso anche Instagram punta ad aumentare gli utenti delle Storie, che hanno superato i 200 milioni, grazie agli sticker e ad altre novità. “Consentiranno di dare ancora più sfogo alla creatività, nelle storie che condividi o nelle tue conversazioni con gli amici su Direct”, spiega la società.

    Con le nuove funzioni si possono creare ‘selfie sticker’ che si possono fissare in un punto specifico del video. Poi ci sono gli adesivi geolocalizzati in quattro nuove città, Chicago, Londra, Madrid o Tokyo; sono stati creati dai membri della comunità locale “con l’obiettivo di far prendere vita alle città in cui si sentono a casa”. Tra le altre novità lanciate da Instagram, anche il collegamento rapido agli adesivi preferiti e un timer che indica quanto manca all’inizio della registrazione. Gli aggiornamenti saranno disponibili per iOS e Android a partire dalla versione 10.16 di Instagram, scaricabile dall’App Store di Apple e da Google Play.

    La funzione Storie è molto simile a quella già lanciata da Snapchat, permette di fare un racconto in pillole della giornata attraverso foto e video che scompaiono nel giro di 24 ore.
Giusi Lo Bianco

Ad aprile il nuovo iPadPro


Il 27 Gennaio del 2010, dal palco dello Yerba Buena Center for the Arts Theater, il CEO di Apple, Steve Jobs, presentava l’iPad, un tablet basato su piattaforma operativa iOS dotato di un display multitouch da 9.7 pollici di diagonale ed una risoluzione di 1024 x 768 pixel.
Come per altri prodotti di Apple, non si trattava del primo tablet della storia, anzi, sul mercato già erano presenti all’epoca dei modelli di altri produttori. Eppure, l’iPad può essere considerato il tablet che avviato la diffusione di massa di questa tipologia di device. 
Anche per iPad non mancarono critiche: non aveva porte USB e non aveva slot di espansione. Il processore era un Apple A4, lo stesso di iPhone 4, un Cortex-A8 da 1GHz con 256MB di RAM. Due le versioni, con e senza connettività 3G, e tre i tagli di memoria: 16GB, 32GB e 64GB.
L’iPad sarebbe arrivato sul mercato statunitense raggiungendo in soli 28 giorni un milione di unità vendute. A distanza di ulteriori 30 giorni vennero toccati i due milioni di unità. In Italia, la commercializzazione del primo iPad iniziò il 28 maggio del 2010. 
Nel 2011, con la seconda generazione, arrivarono la webcam anteriore ed una fotocamera posteriore da 0.9 megapixel. Con la terza generazione, arrivata a Marzo del 2012, venne utilizzato un Retina Display con risoluzione da 2048×1536 pixel. iPad 3 rimase sul mercato per soli 7 mesi, a differenza dei precedenti modelli che in media restavano in commercio per un anno.
Nell’ottobre del 2012, infatti, fu annunciato iPad 4 che vide l’introduzione del connettore Lightning oltre al solito aggiornamento hardware. Con iPad 4 fu anche annunciato il primo iPad mini.
La quinta generazione di iPad, annunciata nel 2013, non ha più un numero nel nome ma viene chiamata “iPad Air”. Arriva un nuovo design, più leggero, sottile e con una cornice notevolmente ridotta, ed arrivano anche i processori a 64 bit. Viene aggiornato anche iPad mini con hardware simile e con un display più definito.
L’anno successivo, con iPad Air 2 viene introdotto il TouchID che arriva anche sul iPad mini che per il resto rimane del tutto identico al suo predecessore. iPad Air 2 adotta anche un nuovo tipo di display a laminazione completa con trattamento antiriflesso.
Il 2015 è l’anno di iPad Pro con un display da 12.9 pollici da 2732×2048 pixel, 4GB di memoria RAM, processore Apple A9X e supporto alla Apple Pencil ed alla Smart Keyboard. Il 21 Marzo del 2016 gli si affianca anche una versione da 9.7 pollici con 2GB di RAM, fotocamera da 12 megapixel posteriore e 5 megapixel anteriore.
Adesso Apple spinge sulla produzione dell’ultimo capolavoro: il nuovo iPad Pro da 10,5 pollici e potrebbe essere pronta a svelare il tablet fra poche settimane, i primi di aprile. La nuova indiscrezione arriva dal sito taiwanese Digitimes, secondo il quale l’occasione del lancio dovrebbe essere l’evento per l’inaugurazione del campus Apple Park, la nuova avveniristica sede della compagnia progettata da Steve Jobs e soprannominata “l’astronave” per via della sua forma sferica. Il modello da 10,5 pollici, su cui si vocifera in rete da almeno un mese, andrebbe ad aggiungersi alla linea di iPadPro che pure sarà completamente rinnovata. Il nuovo formato sarebbe pensato per scuole e imprese. Insieme all’iPadPro da 12,9 pollici, riporta Digitimes, sarà per Apple il tablet di punta di fascia medio-alta per il 2017.

Giusi Lo Bianco

Buon vino non mente: l’Italia e la sua tradizione vinicola



 

Prima che l’Italia assumesse questo nome era chiamata dagli antichi coloni greci, nell’VIII secolo a.C., Enotria, che non a caso in greco (da oìnos) significa “vino”.

La storia del vino ha origini preistoriche: era interpretato da San Bernardo come espressione di timore e di forza; era associato al sangue per il suo colore rosso; in Grecia era considerato il sangue di Dioniso, bevanda di immortalità; per il Cristianesimo rappresenta il sangue che Cristo ha versato per salvare l’umanità.

In Italia si distinguono due periodi per il commercio del vino, periodi separati da una data: il 121 a.C.. Questo anno è ricordato per un’eccezionale vendemmia che, come ci tramanda Plinio, ha finalmente fatto conoscere all’Italia il suo bene.

Prima del 121 a.C. venivano apprezzati solamente i vini greci, mentre dopo questa data i vini Italiani furono considerati tra i migliori al mondo. Catone fa un elenco ben preciso di prodotti vinicoli e fra i vini più pregiati cita l’ammineo della Campania, il lucano della Basilicata ed il murgentinum della Sicilia.

Come oggi, anche gli antichi si divertivano a miscelare vini meno buoni con aromi o miele e non c’era da meravigliarsi se facevano male, come scriveva Plinio. Tra i vini più conosciuti, e che oggi non possiedono più l’originario nome, c’erano il cecubo prodotto nel golfo di Gaeta, il falerno della Campania che Giulio Cesare elogiava ed impose durante un banchetto, che aveva organizzato per festeggiare la vittoria in Gallia, ignorando i vini greci. Tra i vini pregiati c’erano anche il pocino proveniente dai vigneti dell’Adria, il setino di Terracina ed il retico, il preferito dell’imperatore Augusto, della valle dell’Adige. Tra i più richiesti c’erano quelli provenienti dai vigneti siciliani tra cui il mamertino messinese ed il tauromitano di Taormina.

Pian piano i vini si diversificarono ed ogni regione aveva le proprie qualità: rossa, bianca, rosè. Con la tradizione culinaria degli italiani ogni pietanza non poteva che avere il suo vino: per le carni bianche alla griglia o allo spiedo vini dell’Oltrepò Pavese, del Trentino (Marzemino e Merlot), Chianti, i Sangiovesi, i Rossi Piceno e Conero delle Marche; per l’arrosto di carne bianca i Nebbioli piemontesi, il Barbaresco, il Faron, il Corvo, l’Etna; per le carni rosse alla griglia e allo spiedo invece i vini valtellinesi (Inferno, Sassella, Grumello), il Teroldego trentino, il Recioto della Valpolicella, il friulano Refosco, il Montepulciano dell’Abruzzo, il Torgiano dell’Umbria, il sardo Cannonau e per finire in perfezione il Corvo siciliano; per l’arrosto di carne rossa, accompagnato da salse, Barolo, Barbaresco, Barbera, Cabernet del Collio e dei Colli Orientali del Friuli, Taurasi, Cirò; per i salumi il Chianti freschi Bardolino, Dolcetto piemontese, Gutturnio Mossi, Bonarda, bianco d’Uviglie.

 

La scelta è dura per chi vuol mettere un buon vino a tavola, ma vista la qualità, gli odori inebrianti, i benefici per la salute ed ovviamente il sapore delizioso, qualunque vino italiano di qualità fa il suo figurone.

 

Laura Ciancio

 

Alex Bellini: primo esploratore al mondo ad attraversare il Vatnajökull in inverno


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Alex Bellini, esploratore, diventato noto per imprese estreme – quali le traversate oceaniche in barca a remi in solitaria – ha appena terminato una spedizione mai realizzata in questi termini.
Si è trovato, infatti, impegnato dal 21 di gennaio ad attraversare il Vatnajökull la più vasta cappa di ghiaccio d’Europa, nella stagione invernale, per documentare la situazione di un ghiacciaio che è destinato a non esistere più entro la fine di questo secolo. Lo scopo, il desiderio il fine di Alex è aumentare la consapevolezza sulle conseguenze del cambiamento climatico, senza per questo sciorinare dati, per i quali rimanda a fonti che ritiene più appropriate e autorevoli.
“Quello che le mie competenze mi consentono di fare è essere testimone del qui e ora, documentarlo, raccontarlo, prendendomi la mia fetta di responsabilità. Ciò che mi dà la forza è il pensiero che se ai miei nipoti potró solo raccontare di questo ghiacciaio – che non vedranno mai – dipende anche da me. Noi, qui e ora, siamo gli unici custodi di quest’angolo naturale così antico, maestoso e al tempo stesso fragile”.
Il percorso si è dimostrato una prova insidiosa. I forti venti hanno reso la salita faticosa, la scarsa visibilità ha incrementato i rischi e in almeno un’occasione si è sfiorata la tragedia.
Un episodio che può raccontare molto della temibilità di questo panorama ghiacciato risale a soli pochi giorni fa. Infatti, complici una serie di fattori, è avvenuto proprio ciò che chiunque affronti questo genere di prova teme di più. Alex aveva chiara la rotta, ma la bussola si era congelata segnalando una direzione fittizia, un attimo di disattenzione è intervenuto nel momento in cui ha cercato di orientarsi nuovamente, con una visibilità praticamente nulla. Improvvisamente, il ghiaccio è ceduto sotto ai suoi piedi. Senza rendersene conto si era avviato proprio verso ciò che doveva evitare a ogni costo: i crepacci. La neve fresca ha attutito la prima caduta, 90 metri in verticale, per poi cedere e lasciarlo precipitare nuovamente per altri 200 metri. Faticosamente è riuscito a risalire, chiudersi in un rifugio, aggiustare gli scarponi rotti, la slitta fuori uso.
Recentemente, a causa di un vento fortissimo la sua tenda è stata quasi strappata dal terreno, si è attorcigliata su se stessa, ed è stata sepolta dalla neve. Sono state tante le traversie, ma la missione è andata avanti, e migliaia di persone hanno seguito ogni suo passo col fiato sospeso sui social , sui quali ha invato nonostante la situazione costanti aggiornamenti serali, come gli è tipico sin dalle traversate oceaniche.
Alex è ora giunto al termine della spedizione.
Ha scelto una formula affine alla modalità che ha sempre preferito per raccontare i dettagli del suo viaggio, i momenti più preoccupanti, ciò che ha visto e ciò che ha vissuto: il giorno 14 di febbraio alle 16.30 ora italiana, terrà a Londra (Royal Geographical Society) una conferenza stampa aperta al pubblico, tramite un LIVE sui social media.
Siamo a completa disposizione per inviare ulteriori dettagli sul viaggio, aggiornamenti, fotografie esclusive, concordare interviste o maggiori dettagli sulla locatiion della conferenza e qualunque altra informazioni richiesta.
Aurora Malucelli
The 5th Element Limited
16A High Street, Thame OX9 2BZ
Phone: 07462645292

L’iPhone compie 10 anni!



Ha rivoluzionato la telefonia, il mondo dei computer e la vita di tutti noi. Anche di chi non lo usa!Ha completamente modificato l’industria della telefonia mobile, scardinando gerarchie che parevano inattaccabili, ha inventato nuovi modelli di business, ha stabilito nuovi canoni di design, usabilità, flessibilità. Ha contribuito alla nascita di una nuova era dell’informatica in cui il computer ha smesso di essere l’elemento più importante.  
Un telefono, un lettore di musica, un dispositivo per fare ricerche su Internet e controllare mail.
    Tutte funzioni oramai disponibili su qualunque smartphone, anche quelli di fascia bassa, ma che solo dieci anni fa rappresentarono una rivoluzione. Questo e molto di più è stato il primo iPhone che Steve Jobs lanciò il 9 gennaio 2007 a San Francisco eliminando la tastiera e aprendo al ‘touch’, ora familiare anche ai bambini, e al mondo delle app.
    Il primo iPhone si chiamava 2G o Edge aveva un display piccolo rispetto a quelli attuali (misurava solo 3.5 pollici) ma all’epoca sembrava ampio. Spariva la tastiera presente su tutti i telefoni dell’epoca (come l’allora popolare BlackBerry) e per ‘smanettare’ non c’era il pennino – a Steve Jobs non piaceva – ma per la prima volta fu introdotto il ‘touch’ e l’uso delle dita, “il miglior puntatore con cui siamo nati” spiego’ Jobs aggiungendo che l’iPhone era cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro telefono cellulare. 
Il dispositivo arrivò sul mercato statunitense il 29 giugno 2007, il primo giorno vennero venduti oltre 525mila pezzi. Tra settembre e novembre arrivò in Inghilterra, Germania e Francia e iniziò la febbre, anche in Italia, per procurarselo tramite amici. L’anno successivo, il 9 giugno 2008, Apple annuncia il nuovo iPhone 3G che combinava alle funzionalità già disponibili le prestazioni offerte dalle reti 3G. A luglio dello stesso anno arriva anche l’App Store, aprendo al mondo delle applicazioni e degli sviluppatori. Insomma, l’iPhone ha sicuramente rivoluzionato i telefoni e il mercato degli smartphone, ora sempre più affollato e competitivo. 

Oggi lo smartphone è un compagno indispensabile nella vita di ogni giorno, dove segnare la lista della spesa e rispondere alle mail, leggere libri, prenotare la vacanza e chattare con gli amici. Serve per le foto e i video, ma anche per scrivere articoli e fare interviste, per non perdere la strada e per controllare il conto in banca. Sarebbe stato possibile senza l’iPhone? Forse no, o almeno non così presto, ed è questo il merito più grande che si possa riconoscere all’invenzione di Steve Jobs: aver tagliato i ponti col passato, fatto piazza pulita di tutti i goffi tentativi di costruire un telefonino intelligente aggiungendo funzioni nuove ad apparecchi esistenti (Nokia, ad esempio, aveva in catalogo “computer multimediali tascabili” già nel 2005). Invece l’iPhone era nuovo, intuitivo, amichevole. Era supertecnologico ma non incuteva timore, e poi era terribilmente cool, come quegli iPod da cui discendeva.
Steve Jobs è scomparso il 5 ottobre 2011, qualche ora dopo il lancio dell’ultimo iPhone. Fino all’ultimo ha lavorato a una nuova versione del supertelefonino di Apple, scegliendo di lasciare ad altri i miglioramenti del 4S per concentrarsi sulle nuove funzioni del prossimo modello. Arriverà tra settembre e ottobre e sarà l’ultimo prodotto della Mela a portare la sua firma.
Giusi Lo Bianco

Ha inizio la settimana europea della scienza


notteuropea16

Nessuno spera che il weekend finisca presto ma il lunedì è comunque alle porte e darà inizio alla settimana della scienza 2016 che avrà il suo culmine con una domenica speciale tutta dedicata ai ricercatori.
Una miscela di esperienze scientifiche condite da giochi, mostre e aperitivi per esaltare la comunicazione scientifica secondo i dettami della Commissione Europea. In Italia il coordinamento degli eventi è stato affidato all’associazione Frascati Scienza con obiettivo principe quello di stupire grandi e piccini. Nulla sarebbe possibile se il linguaggio non fosse quello adeguato, quindi largo alla semplificazione, alla conoscenza ed alla comprensione di concetti fondamentali quanto ostici riguardanti astronomia, fisica, efficienza energetica, ambiente e tecnologia. Il numero di eventi in tutta l’Europa sarà considerevole: 370 in ben 300 città continentali, 32 quelle italiane; a Roma si prepara la conferenza “I segreti della Terra” raccontati da geologi e scienziati della Protezione Civile e della Regione Lazio. Bastano pochi chilometri ed eccoci a Frascati dove il SAPERmercato ospiterà “LA fisica dei supereroi” durante il quale sarà possibile carpire alcuni segreti dei poteri dei supereroi, per lo meno quelli realistici, saranno i supereroi stessi ad accompagnarci in questo viaggio scientifico.
Gli studenti appena rientrati nelle proprie scuole saranno i primi destinatari di parecchi eventi anche a carattere educativo, la scienza spesso ha qualche volta ha bisogno di controllo quindi ecco “Più sicuri in rete con consapevolezza e libertà digitale”.
Domenica infine la Notte Europea dei Ricercatori. L’area Tuscolana sede di alcune tra le più grandi ed importanti infrastrutture d’Europa sarà il punto centrale per gli organizzatori della Regione Lazio e del Comune di Frascati, crocevia di ogni collaborazione e comunicazione scientifica. Non resta che lasciarsi trasportare dalla curiosità e cercare uno degli eventi in programma.

Paolo Licciardello