PAROLA ALL’ESPERTO


a  cura della dott.ssa Valeria Barbagallo

Certamente  il problema del ritardo aereo è uno di quei fenomeni a cui spesso non si sa come reagire.  Non si tratta solamente di vedersi un biglietto rimborsato dalla compagnia aerea o la sistemazione in un altro volo. Difatti,  il più delle volte i danni che ne scaturiscono possono avere  risvolti  devastanti. Di seguito la  puntuale disamina dell’ avvocato Francesco Filogamo.

IL DANNO DA RITARDO AEREO

Dell’Avv. Francesco Filogamo

Sarà sicuramente capitato ad ognuno di noi di giungere in aeroporto e di scoprire che il proprio volo avrebbe subito un ritardo o che, addirittura, era stato cancellato.

E sarà, anche, capitato che i passeggeri non siano stati resi edotti dalle compagnie aeree di quelli che erano (e sono) i loro diritti conseguenti a detto ritardo o a detta cancellazione.

Orbene, la materia è disciplinata dal Regolamento CEE 261/2004, nonché dalla Convenzione di Montreal del 1999, sottoscritta dalla Comunità Europea il 09-12-1999 ed approvata con decisione del Consiglio in data 05.04.2011, 2001/539/CE.

Fino alla fine dell’anno 2009, a causa di un vuoto legislativo i passeggeri che subivano un ritardo prolungato al proprio volo, non godevano della c.d. “compensazione pecuniaria”, ossia di quel ristoro di natura economica previsto invece nel caso di cancellazione del volo. Infatti, il Regolamento 261/2004 prevedeva il diritto alla “compensazione pecuniaria” nei soli casi di negato imbarco o di cancellazione del volo, prevedendo un semplice diritto alla “assistenza” per i casi di ritardo.

In particolare, ai sensi dell’articolo 7 del Regolamento 261/2004 solo chi vedeva il proprio volo cancellato o si vedeva negato l’imbarco aveva il diritto ad una compensazione pecuniaria che variava e varia in base alla tratta non effettuata:

  1. a) Euro 250,00 per i voli la cui tratta non superi i 1500 km
  2. b) Euro 400,00 per tutte le tratte intracomunitarie superiori a 1500 km e per tutte le tratte comprese tra i 1500 ed è di 3500 km
  3. c) Euro 600,00 per tutte le altre tratte superiori a 3500 km.

Nulla si diceva in merito al caso del ritardo prolungato.

Tale vuoto normativo è stato colmato con la famosa sentenza della Corte di Giustizia Europea, IV Sezione, 19.11.2009 C-402/07, nota anche come “Sturgeon”, secondo la quale gli articoli 5, 6 e 7 del Regolamento 261/2004 devono essere interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati possono essere assimilati ai passeggeri di voli cancellati ai fini dell’applicazione della compensazione pecuniaria, quando a causa di un volo ritardato, subiscono una perdita di tempo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario originariamente previsto.

Tale sentenza è stata ed è tuttora seguita e continuamente applicata e la sua ratio, data dal principio di parità di trattamento, tende ad evitare che situazioni paragonabili vengano trattate e decise in maniera differente.

In pratica, tanto i passeggeri vittime di voli cancellati all’ultimo momento, quanto i passeggeri incappati in ritardi prolungati oltre le tre ore, subiscono gli stessi pregiudizi. In entrambe le circostanze il passeggero si trova a dover subire un inconveniente che muta radicalmente l’organizzazione del proprio spostamento con notevoli perdite di tempo non più recuperabili.

A questa, ormai non più recente, novità si è anche adeguata la cosiddetta carta dei diritti del passeggero (tratta dal citato Regolamento 261/2004) la quale contempla, per l’appunto, richiamando la citata sentenza della Corte di Giustizia Europea, il diritto alla compensazione pecuniaria per quei passeggeri che subiscono un ritardo prolungato di oltre tre ore.

CAUSE DI ESCLUSIONE

Il diritto dei passeggeri alla compensazione pecuniaria potrà essere disatteso dalle compagnie aeree nei casi in cui queste riescano a dimostrare che il ritardo prolungato sia dipeso da circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare adottando tutte le cautele del caso (Es. circostanze metereologiche, politiche, scioperi, ecc.).

Tipico in tal senso può considerarsi il caso del vulcano islandese la cui improvvisa eruzione nel 2010 paralizzò i cieli di mezza Europa provocando cancellazioni e ritardi prolungati, sicuramente in alcun modo imputabili alle compagnie aeree. O, senza andare troppo lontano, pensiamo ai casi in cui le emissioni di cenere da parte dell’Etna hanno causato ritardi o, persino, chiusura dello spazio aereo.

È indubbio che in tali casi le compagnie aeree sono del tutto incolpevoli e per tale motivo le stesse non potranno essere condannate a riconoscere alcuna forma di compensazione pecuniaria ai passeggeri.

Va, però, precisato che anche nei casi in cui il ritardo derivi da circostanze che esulano dalla sfera giuridica dei vettori, questi dovranno pur sempre adottare delle misure e delle condotte tali da non gravare ulteriormente i passeggeri. Tale ultima considerazione prende spunto da una recentissima pronuncia della Corte di Giustizia Europea (III Sez. 04-05-2017 n.31515) secondo la quale, se è vero che il cosiddetto “bird strike” (collisione tra un aereo ed un volatile) possa essere considerata una circostanza eccezionale che, in caso di ritardo, libererebbe la compagnia dal dover corrispondere la compensazione pecuniaria ai propri passeggeri, è altrettanto vero che se dopo l’incidente la compagnia contribuisce ad allungare il ritardo a causa di controlli ulteriori e soprattutto non giustificati, l’esonero dall’obbligo di indennizzo viene meno.

PRESCRIZIONE

Con riferimento al termine entro il quale il passeggero di un volo cancellato o ritardato possa agire per ottenere la compensazione, il Regolamento 261/2004 nulla dice, rimandando ai singoli ordinamenti nazionali.

Di contro, la convenzione di Montreal del 1999 prevede un termine di decadenza biennale per promuovere l’azione nei confronti del vettore.

Ritengo applicabile tale termine (biennale) al nostro ordinamento e ciò anche in base a quanto previsto dal codice della navigazione il quale, a seguito della riforma del 2006, tende prevalentemente ad uniformarsi alle normative comunitarie ed internazionali.

In pratica il passeggero avrà due anni di tempo per esperire l’azione nei confronti del vettore e tale termine inizierà a decorrere dal momento in cui lo stesso passeggero sarà giunto o, sarebbe dovuto giungere, a destinazione.

FORO COMPETENTE

In ordine all’Autorità Giudiziaria presso la quale introdurre il giudizio, nei confronti del vettore, volto ad ottenere la compensazione pecuniaria, i passeggeri hanno un’ampia possibilità di scelta, visto che i criteri volti ad individuare il Foro competente sono molteplici.

Infatti, sebbene il Regolamento Comunitario 261/2004 nulla dica in merito, la convenzione di Montreal prevede chiaramente che l’azione vada promossa o davanti al Tribunale del luogo in cui il vettore ha la sede principale della propria attività o magari un domicilio, o davanti al Tribunale del luogo di partenza o di destinazione.

Il vettore potrà, persino, applicando le norme previste dal codice del consumo, decidere il Foro a lui più gradito, ossia quello della propria residenza o del proprio domicilio.

Annunci

SPORTIV@MENTE – AL CUS CATANIA NESSUN DOPPIO FALLO!


 

 

Se vuoi fare un po’ di attività fisica  , chiama un amico e lanciati in una partita di tennis! Il tennis è uno di quegli sport che può essere praticato anche solo per puro divertimento. Si pensi infatti, che anticamente si praticava, come gioco,  su superfici in parquet affinché la palla potesse rimbalzare, essendo realizzata con lana e tessuto di canapa. Nel susseguirsi delle epoche, questo gioco si trasformò in un vero e proprio sport, ed ecco che dal “Royal Tennis”, giocato in luoghi chiusi, si passò al “Lawn Tennis”, giocato sul prato all’aria aperta.

In Italia, il tennis approda nel 1878 in ville private, anche se il primo circolo fondato a Bordighera fu realizzato da un Lord inglese che durante le vacanze estive in Italia, non voleva rinunciare alla sua attività sportiva preferita.

Due anni dopo il conte Enrico di  Cigala fonda il primo circolo cittadino a Torino.

Nel 1894  venne istituita la prima Associazione Italiana del Tennis, di cui il primo presidente fu il campione Gino Di Martino. Ma soltanto nel 1910 ecco che nasce la Federazione Italiana Lawn Tennis (F.I.L.T.), che nel 1933 diventerà l’attuale F.I.T.

Un curioso aneddoto ruota attorno al punteggio delle partite di tennis.

Infatti tutti si chiedono come mai i punti sono determinati in 15, 30, e stranamente 40. La motivazione risiede nel fatto che, prima dell’avvento dei tabelloni elettronici, venivano usati degli orologi tradizionali  per determinare i punteggi, che erano a scarti di 15(min). Successivamente gli inglesi per comodità utilizzarono il 40 al posto del 45 per motivi di lunghezza  verbale nella loro lingua ( forty/fifteen è più veloce di forty- five/fifteen).

A Catania il primo approccio al tennis lo si deve al maestro Umberto Fonsmorti a cui si deve l’omonimo club, da cui sono usciti atleti  quali Alessio Di Mauro , Fabio Rizzo ed il maestro Nino Platania, attuale responsabile della sezione tennis del Cus Catania e dell’impianto sportivo PalaArcidiacono.

La prima affiliazione tennis del CUS Catania alla FIT è datata 1995; i due campi da tennis posti all’interno della sede centrale della Cittadella erano riservati esclusivamente agli studenti universitari.

Nel 1997 in occasione delle Universiadi, vengono consegnati cinque campi presso il Palacus Arcidiacono, consentendone l’utilizzo anche ai bambini ed ai ragazzi per intraprendere un percorso formativo pre-agonistico.

Dal 2014 il CUS fa un salto di qualità. Viene chiesta la collaborazione al tecnico nazionale tennis Fabio Rizzo ed ad Alessio Di Mauro ex numero 68 nella classifica mondiale, per istituire una “Scuola di Specializzazione” ed allenamento agonistico. A questa scuola aderiscono giovani atleti di interesse nazionale e professionisti. Attualmente è classificata tra le prime 10 scuole d’Italia nella tipologia “Top School”.

Responsabile del Minitennis, Avviamento e Perfezionamento per la formazione pre – agonistica è il maestro nazionale Vittorio Russo, che con grande competenza ed impegno prepara i giovanissimi alla disciplina del tennis.

Pur essendo uno sport individuale, gli allenamenti vengono fatti in  piccoli gruppi. I benefici che si traggono a livello psicologico e sociale sono la stima per sè stesso e l’autonomia in un contesto di relazioni.

Senza dimenticare gli altri benefici fondamentali per lo sviluppo fisico quali : rinforzo dei muscoli, sviluppo della vista, della coordinazione e della motricità.

È possibile intraprendere questo sport dai cinque anni in sù.

Il CUS Catania ha corsi aperti dal lunedì al venerdì.

Valeria Barbagallo

 

 

 

 

 

 

 

 

ESXENCE – The Scent of Excellence diventa l’Agorà delle fragranze È qui, nel cuore dello skyline milanese, che si ritrova il gotha della profumeria artistica mondiale


Milano | 5 – 8 aprile 2018

The Mall | Piazza Lina Bo Bardi | Porta Nuova

Milano, 10 novembre 2017 – Una grande “Agorà” delle fragranze: è questa la nuova immagine di Esxence – The Scent of Excellence che per celebrare i suoi dieci anni di vita, diventa la “piazza dei profumi”, il luogo di ritrovo, scambio di idee, di contatto e di business dell’universo mondiale della profumeria artistica. Una esclusiva vetrina della migliore produzione d’autore in scena dal 5 all’8 aprile 2018 negli spazi del The Mall in piazza Lina Bo Bardi, cuore dello skyline milanese e luogo eletto da Esxence quale palcoscenico ideale per magici incontri dove dare il giusto tributo a un evento di importanza internazionale per intraprendere il cammino verso nuove affascinanti sfide.

Un prestigioso contesto quello di Porta Nuova, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutto il mondo: è qui che Esxence ha la sua casa da quattro anni e anche per questa decima edizione il fulcro di tutto sarà la dimensione della piazza, luogo d’incontro e aggregazione per eccellenza. In questo scenario futuristico, per contrapposizione, veniamo proiettati nei fasti dell’Antica Grecia dove l’Agorà era il cuore pulsante della polis ed era il luogo dove si creavano numerose relazioni e si prendevano le decisioni più importanti. È qui che in occasione di Esxence – The Scent of Excellence la community internazionale di operatori e appassionati di questo magico settore si ritroverà ancora una volta per nuove occasioni di business e profumate scoperte.

Il Comitato tecnico, esperti internazionali della profumeria di nicchia e della cosmesi, è già al lavoro per valutare le case madri internazionali, storiche ed emergenti, che saranno presenti a Esxence, rigorosamente selezionate per offrire al pubblico un panorama completo dell’eccellenza e dell’esclusività della profumeria e della cosmesi d’autore. Non solo fragranze, infatti. Per il quarto anno consecutivo l’area espositiva del salone ospiterà la speciale sezione dedicata allo skincare di nicchia Esxkin – The Excellence of Beauty, dove i brand più esclusivi si distingueranno per le formule innovative, la qualità delle materie prime e l’approccio originale al settore della cosmetica.

Nei quattro giorni di manifestazione ampio spazio sarà dedicato a incontri, workshop, tavole rotonde ed eventi speciali con alcuni dei più autorevoli protagonisti a livello mondiale, confermando così la mission di Esxence di voler promuovere la cultura olfattiva e cosmetica sia ai professionisti che al grande pubblico.

www.esxence.com

Ingresso libero previa registrazione

Ingresso operatori nelle quattro giornate di evento

Ingresso visitatori sabato e domenica

Orari: da giovedì a sabato dalle ore 10.30 alle ore 18.30,

domenica dalle ore 10.30 alle ore 16.30

TRADIZIONI E DINTORNI – CASTELMOLA: Il CASTELLO DELLA “MOLA” TRA I PIÙ BEI BORGHI SICILIANI.


 

Per chi non lo sapesse, Castelmola, situata a pochi chilometri dalla splendida Taormina, trae il suo nome dal posizionamento della cittadina arroccata in un grande masso a forma di mola.

Antichissimo borgo risalente al periodo pre-ellenico, vanta una storia di antica fortezza, un luogo strategico di dominio e controllo della costa messinese.

Difatti è suggestivo il suo famosissimo Castello, di cui storicamente resta incerta la paternità. Ci sarebbero tracce di testimonianze che lo attribuiscono al periodo medievale, sotto Costantino nel X secolo, ed altre che lo fanno risalire al periodo romano, almeno così come asseriscono alcuni storici.

Sta di fatto che appena si arriva fino in cima al Castello, si percepisce immediatamente la maestosità della storia e delle dominazioni susseguitesi nel tempo. Il panorama domina tutta la costa ed è certamente un’esperienza unica osservare da lì le stelle cadenti la notte di San Lorenzo.

Prima di arrivare in cima al Castello è possibile visitare il Museo del Castello, che inconfutabilmente rappresenta la sublime fusione dell’ arte contemporanea e quella tradizionale siciliana.

L’Associazione culturale “Art Promotion”,  Direttore Artistico Giuseppe Filistad, in collaborazione con Giuseppe Lo Basso, puparo e artista  (vedi rubrica IL  PERSONAGGIO) ed il Comune, per la concessione dei locali, hanno realizzato un progetto artistico ambizioso: un Teatro – Museo, in cui poter esporre mostre fotografiche e pittoriche di arte contemporanea in un contesto tradizionale di arte pupara. Gli effetti, ad impatto, sono notevoli.

Inoltre hanno stipulato una convenzione con l’ Istituto di lingue straniere Babilonia, di Taormina, per una “Experience” multiculturale, al fine di divulgare la nostra tradizione artistica, popolare e gastronomica, mediante laboratori didattici, ricettari e degustazioni di prodotti tipici, creazioni manuali e musiche popolari.

Le novità non sono finite. È in atto, per la prossima stagione la realizzazione di Pupi Siciliani in arte moderna.

Un ponte culturale che spazia dalla costa messinese al Calatino, un misto di tradizioni popolari e arte moderna dalla ceramica, ai pupi, alle pitture per offrire un volto della Sicilia attento al passato ma sempre all’ avanguardia e lungimirante.

Il successo della trascorsa stagione, considerato che il Teatro Museo è stato lanciato da quest’anno, è stato attribuito soprattutto dal teatrino dei pupi, uno spettacolo che in 50 minuti ha letteralmente incantato i visitatori.

Peccato solo che, nonostante Castelmola viva di riflesso del turismo Taorminese, non ci sia stata la proporzionale affluenza, dovuta perlopiù dalle poche corse dei pullman e dal mancato ammodernamento della viabilità.

Con l’ auspicio che la prossima stagione possa registrare maggiori affluenze di visitatori, la redazione di Acicastelloinforma ringrazia l’ Associazione culturale Art Promotion e Giuseppe Lo Basso per l’ intervista concessa.

Valeria Barbagallo

Il PERSONAGGIO – GIUSEPPE LO BASSO


 

 

 

SETTORE: ARTE E TERRITORIO

 

Se, come dice il detto, chi fa da sè fa per tre,  Giuseppe Lo Basso fa per tutti. È un artista poliedrico, con  lui tutto ciò che è atipico diventa normalità. Anticonformista e vivace nell’apprendimento , Giuseppe mostra capacità fuori dal comune sin da bambino. Infatti, chiacchierando con lui davanti ad una cioccolata calda ed un caffè, con molta naturalezza racconta la sua infanzia come se fosse stata  uguale a quella di tanti altri ragazzini. È sbalorditivo sapere che già ad otto anni improvvisa uno spettacolo con due pupi siciliani dinanzi ad una platea di venti persone, inventando sceneggiatura, testi e con le manovre di un artista già formato.

La cosa sarebbe stata quasi normale se la sua famiglia fosse stata di pupari, che si sa,  di solito tramandano quest’arte  da padre in figlio. Per lui, invece si è trattato di uscire fuori dalle righe ed immettersi in un mondo artistico riservato a pochi.

Oggi , Peppe 45 anni, single, di Caltagirone ,si racconta non solo nella sua veste di puparo, ma anche di musicista, di fuocoliere, di mago, di intrattenitore. Beh, del resto c’era da aspettarselo  da un tipo così straordinario ed unico.

Dopo una adolescenza tra scuola e teatro, arriva la sua prima esperienza importante. A 21 anni avvia un laboratorio di marionette in una casa di cura per malati di mente. Un’esperienza che lo segnerà nella sua carriera e nella sua vita. Il laboratorio impegnava i pazienti in lavori creativi di precisione ed ingegno, riuscendo a creare dei pupi siciliani molto originali.

A 23 anni, incoraggiato dall’esperienza precedente, inizia un percorso di divulgazione e comprensione dell’arte pupara, e si rivolge alle scuole, ai musei, ai teatri, alle carceri.

Peppe ci racconta, che essere un puparo significa saper fare tanti mestieri, dalla scelta dei materiali alla costruzione dei pupi, alla pittura , alla vestitura, alla sceneggiatura, alle musiche , agli arrangiamenti, nonché alla conoscenza delle opere da mettere in scena, al saper manovrare i fili che reggono e danno movimento ai pupi. Si pensi, che originariamente tutti questi compiti erano distribuiti ai vari membri della famiglia pupara. Lui fa tutto da solo, eccetto cucire i vestiti.

Con dedizione, col suo mitico furgone, che non passa inosservato, gira per ogni dove cercando di mantenere viva la tradizione di quest’arte.

Si resta stregati  dalle musiche da lui suonate. Con il tamburo a cornice ed il marranzano crea il cosiddetto “cunto suonato”, che introduce la scena. Le opere rappresentate , in cui è possibile notare una mescolanza di varie arti, sono ispirate all’epopea carolingia, alle crociate, ad Ariosto, alla mitologia.

È autore di due cortometraggi, realizzati assieme ad un laboratorio didattico tutto al femminile, che raccontano la storia di “Ettore contro Achille” e “Orlando a Roncisvalle”.

Un’altra esperienza forte , è stata quella all’insegna dell’integrazione. Infatti in un centro di accoglienza ha creato un laboratorio dedicato ai bambini egiziani per insegnare la nostra cultura, realizzando uno spettacolo di pupi sulla Natività.

Il suo sogno nel cassetto, ci svela, è quello di riuscire a far diventare Taormina la “patria della cultura popolare siciliana”. Taormina, nota per la concentrazione di turismo multietnico, certamente è la culla dei segreti della nostra terra.

Già il suo sogno sembra vicino alla realizzazione, dato che la scorsa stagione estiva ha avuto modo di farsi conoscere nella vicina Castelmola, al Museo Teatro del Castello.

I suo prossimo evento è a Natale all’agriturismo Colle San Mauro di Caltagirone, con il suo teatro di pupi siciliani e con spettacoli di intrattenimento.

La redazione di Acicastelloinforma , nel ringraziare Giuseppe Lo Basso per l’intervista concessa, porge i migliori auguri di una carriera artistica brillante.

 

Valeria Barbagallo

L’italiano, questa lingua straniera


“Come dire”, “Non ho parole”, “Tanta roba”, “Di che cosa stiamo parlando?”, “Tuttapposto”, “Alla grandissima”.
Sono tutte frasi stereotipate a cui ricorriamo spesso e che ci dimostrano che non siamo più in grado di formulare pensieri nostri, adatti al qui/ora che stiamo vivendo.
 L’italiano è diventata una lingua straniera!
È molto facile cadere nella “fiera del non pensiero” e negli stereotipi linguistici palesemente brutti e sbagliati.
Dovremmo tutti auto educarci a non fermarci alla prima parola che troviamo, ma a quella più personale.
La vera sfida sta proprio nell’ essere empatici verso ogni tipo di parola!
Parliamo la nostra lingua in maniera approssimativa, e, se ci pensiamo bene, quante altre cose facciamo oggi con approssimazione?
Sbagliare un verbo non uccide nessuno, ma in altri casi le conseguenze possono essere molto più gravi.
Non sapere nulla di storia per esempio fa sì che Anna Frank diventi un faccino con la maglia della Roma!
Giusi Lo Bianco

  La frode nel commercio


                      

Alcuni prodotti a marchio Doc in realtà non lo sono affatto.

Si marchiano come italiani prodotti ittici che provengono da molto lontano,come alcuni gamberi o merluzzi cinesi e dai dati del 2016,risulta che il 25% dei prodotti vinicoli è risultato irregolare,così come quelli caseari,la carne,l’olio d’oliva .

In un noto ristorante di Roma i NAS hanno trovato un olio spacciato per extravergine di oliva,che in realtà era di semi,addizionato di clorofilla. Le adulterazioni purtroppo sono frequenti,ma i controlli,in alcuni casi eccessivi e in altri blandi,riescono comunque a garantire in Italia una delle ristorazioni più sicure nel mondo.

Nonostante i dati allarmanti sulle adulterazioni,oggi vantiamo una delle campagne di informazione più aggiornata per mettere in guardia il consumatore al momento dell’acquisto dei prodotti.

Diffidare sempre dei prodotti in cui si fatica a leggere l’etichetta, che lasciano dubbi sulla loro provenienza o che hanno un prezzo troppo basso.

La tracciabilità della materia prima porta a ridurre sempre più le irregolarità sia a tutela dei consumatori che dei tanti seri produttori,dei Consorzi di Tutela DOC e DOP e del nostro stesso Paese,perchè più l’immagine dei prodotti è pulita,più le nostre aziende esportano prodotti a vantaggio dell’economia e dei produttori stessi.

Valeria Di Bella