Conosciamo davvero i benefici della dieta mediterranea?


Tra gli anni 50 e 60 l’epidemiologo statunitense Ancel Keys scoprì che gli abitanti della Grecia e dell’Italia meridionale avevano un’alimentazione molto simile,ricca di carboidrati,ortaggi,legumi,pesce e carni bianche.  

Le popolazioni che avevano a disposizione cereali,patate,legumi,semi freschi,latticini,uova ,che consumavano in moderate quantità giornaliere ed utilizzavano l’olio d’oliva come principale fonte di grassi.

Dopo più di mezzo secolo e con i cambiamenti a livello lavorativo ed economico,i rapporti con le altre regioni e i costumi,sono cambiate anche le produzioni dell’Italia meridionale.Molti prodotti sono entrati nel mercato internazionale,come i vini,gli agrumi,i pistacchi di Bronte,le mandorle di Avola ecc…

Oltre a Keys,altri studiosi hanno diffuso i risultati di questa dieta completa ed equilibrata,soprattutto perchè di prodotti se ne possono trovare abbastanza,unica raccomandazione è quella di non esagerare con i carboidrati,per tenere sotto controllo l’indice glicemico o preferire quelli integrali. Per quanto riguarda la frutta e verdura,vengono privilegiate sempre quelle di stagione,condire con dell’ottimo olio extra-vergine di oliva,limitare le carni rosse consumando più pesce,evitare i grassi di origine animale e gli alcolici.

Per ottenere i massimi benefici è importante variare il consumo di frutta e ortaggi,anche nei colori,per integrare in modo sano vitamine e sali minerali specialmente quando l’organismo risente di alcune carenze.

Seguendo le giuste indicazioni e affidandosi a esperti nutrizionisti è possibile nutrirsi al di là delle tante tabelle o diete del momento lanciate da gente poco professionale.

Oggi fortunatamente il consumatore è più attento e informato sui prodotti da acquistare e privilegia quelli freschi,affidandosi a produttori a km 0,al fornaio di fiducia sempre più esperto sulle farine ad alta digeribilità e questo ha favorito il ritorno ai prodotti del territorio e alla cucina tradizionale.

Valeria Di Bella

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“TRADIZIONI E DINTORNI” ~ FICARAZZI RIENTRA NEI GUINNESS DEI PRIMATI: L’ARANCINO PIÚ GRANDE DEL MONDO


Dopo dieci anni, la 2° sagra più importante di tutta la Sicilia, ripropone la sfida del Guinness World Record, che le conferì già nel 2007 il primato dell’Arancino più grande del Mondo con  ben 12kg di peso. Quest’anno l’impresa è stata davvero ardua; la pasticceria La Bomboniera in collaborazione con Carlo e Ciccio hanno realizzato il gigantesco arancino di ben 30,400 kg battendo il record ed entrando nel nuovo Guinness dei primati. La commissione esaminatrice, composta dal Sindaco di Acicastello Filippo Drago, dal perito Salvatore Coniglio, il dott.re Giovanni Zappulla ed il dott.re Antonio Messina, hanno accertato la regolarità dello svolgimento del Guinness World Record decretandone dunque la vittoria ed il nuovo record.

La diretta dell’evento, sulla pagina di Acicastello on line, ha registrato circa  450.000 visualizzazioni in tempo reale , dato numerico che ci sembra doveroso riportare perché la Sagra dell’Arancino di Ficarazzi , giunta alla sua XXVIa edizione, già più volte ripresa dalla Rai, sta diventando l’icona d’eccellenza della  tradizione siciliana.

Bisogna sottolineare inoltre che quest’anno, la sagra è stata gemellata con Ficarazzi di Palermo, (e chissà se un domani si possa realizzare uno sposalizio tra arancino e arancina, risolvendo la storica diatriba masculu o fimmina), e con Londra, grazie ai fratelli Bauso titolari dei due rinomati bar londinesi “Etnacoffee”, i quali in contemporanea hanno riproposto la medesima sagra con i variegati  e saporiti arancini.

Una riflessione  interessante è quella sulle presenze alla sagra di visitatori e degustatori provenienti da tutte le parti della penisola e non solo. Infatti grazie alle interviste realizzate dal Team di Rete Radio Network in giro per la piazza, è stato possibile sondare presenze  derivanti non solo da tutta la Sicilia, ma anche da Cosenza, Roma, Torino, Udine, Milano, Londra, Argentina, Svizzera e Germania. Tutti arrivati alla sagra grazie ai social, come evento fieristico e tappa turistica da non perdere.

Occorre ricordare che la carta vincente della Sagra dell’Arancino è la passione dei ragazzi dell’Associazione culturale “L’Isola che non c’è”, un gruppo affiatato di giovani, coesi nell’obiettivo di fare crescere la Collina di Polifemo (Ficarazzi). Dietro le quinte si cela la figura chiave, l’ideatore della sagra , l’Assessore Salvo Danubio, che con umiltà e dedizione è stato presente alla sagra risolvendo tempestivamente ogni problema improvviso, mostrandosi non ingessato nei propri abiti istituzionali, ma come una  persona alla mano, “tra la gente”, che ama e vuole migliorare il proprio territorio.

Valeria Barbagallo

“TRADIZIONI E DINTORNI” – SAGRA DELL’ARANCINO di FICARAZZI: “OLTRE” L’EVENTO GASTRONOMICO


Da diversi anni, parecchi Comuni siciliani si sono cimentati nella realizzazione di eventi culturali , enogastronomici e di spettacolo, al fine di esaltare il folklore del proprio territorio, attraendo spettatori, clienti e turisti di ogni luogo.

Ficarazzi ,frazione del comune di Acicastello, quest’anno giunge alla XVIa EDIZIONE DELLA SAGRA DELL’ARANCINO, interessando anche il programma televisivo di Rai 1 “La vita in diretta” perché riconosciuto come evento gastronomico di successo della tradizione tipica siciliana.

Emblematico l’enigma che ruota attorno al nomen di questa sfiziosa pietanza. Arancino o Arancina? La dicotomia caratterizza la divisione culturale e territoriale tra Sicilia orientale e Sicilia occidentale, nella fattispecie tra Catania e Palermo. Le due città storicamente belle come non mai, sembrano vivere nell’eterno conflitto tra Eros e Thanatos ed in questo caso, pur realizzando nella sostanza lo stesso prodotto, cambia la forma ed il genere.

A Catania lo slogan “masculu è” sta a significare che il genere è maschile e la forma rigorosamente a punta, piramidale, simboleggiando il vulcano Etna. C’è da aggiungere che nel tempo, oltre al tradizionale arancino al ragù sono state create delle varianti, le più note sono quelle al pistacchio, l’oro verde di Bronte, ai frutti di mare, per celebrare il sapore del buon pescato, ai funghi porcini, tipici dei boschi etnei.

A Palermo, l’arancina (è fimmina) simboleggia il frutto tipico della regione, ossia l’arancia. Foneticamente si pensa sia più corretto dire arancina per via della sua analogia al frutto di genere femminile.  La storia dell’arancina è riconducibile ad origini arabe. Un aneddoto ci spiega che gli arabi  insediatisi in quelle terre, mangiavano il riso mescolandolo allo zafferanno ed alla carne di agnello e arrotolandolo con le mani: il preludio delle squisitissime arancine.

Nonostante la questione del nomen rimanga irrisolta o quantomeno risolta se si accetta la coesistenza dei due generi diversi, l’arancino/a si colloca tra i primi posti nella tradizione gastronomica siciliana.

Ficarazzi è stato il primo tra i paesi della Sicilia orientale a realizzare la sagra , grazie all’iniziativa ad all’impegno dell’assessore Salvo Danubio ed all’associazione culturale “L’isola che non c’è” , che da sedici anni rendono possibile quest’evento.

“La cosa più bella è la presenza di molte famiglie”253 – dice ai nostri microfoni il Presidente dell’associazione dott. Alessandro Blanco – perché la sagra è stata pensata e realizzata per accogliere tutti , con spettacoli di musica , danza, comicità, ospiti d’eccezione, area giochi, gli stand fieristici, oltre che le 14 varianti di arancini e le crispelle di ricotta, acciughe e riso ( altre specialità tipiche).

Un momento di grande curiosità è il Guinnes World Records, ossia la realizzazione dell’arancino più grande del mondo, che finalmente dopo dieci anni ritorna  tra gli spettacoli più accattivanti.

Quest’anno sul palco, l’atteso gruppo musicale siciliano che ha partecipato al 52a  Festival di Sanremo.  Già il significato del loro nome rispecchia in toto l’orgoglio dell’arte siciliana: l’ Arch’i Nuè , letteralmente l’arco di Noè, ossia l’arcobaleno.

Francesco Sciacca, voce degli Archinuè, in una intervista ha dichiarato, di “non fare musica stagionale, ma gli piace pubblicare i brani quando ha qualcosa da dire”.

Indubbiamente,  brani di nicchia e  ricercatezza dei dettagli, fanno di questa band siciliana il manifesto della “buona musica”.

Tra la golosità degli arancini, la “buona musica”, la simpatia dei personaggi e la vivacità degli spettacoli, la sagra dell’arancino può annoverarsi tra gli eventi fieristici più riusciti dell’ hinterland catanese

Evento in diretta radio web RETE RADIO NETWORK

Valeria Barbagallo

Le origini della granita siciliana


Durante il periodo estivo è una delle specialità dolciarie più apprezzata dai siciliani e dai turisti che visitano la nostra meravigliosa terra. 

Le origini della granita sono antichissime e pare che siano stati gli arabi,durate la loro dominazione a portare in Sicilia la ricetta dello sherbet,preparato con ghiaccio ed essenze di rose e succhi di frutta.

Il ghiaccio ovviamente non poteva essere prodotto con i vari congelatori che esistono ai giorni nostri,quindi durante le innevate si organizzava una raccolta di neve sul monte Etna e sui monti Peloritani,Iblei o Nebrodi,che veniva stipata nelle “niviere”,delle strutture in pietra ricavate nelle grotte.

Oggi in alcune zone è possibile ammirare le buche ricavate per conservare il ghiaccio,rifinite con mattoni e pietre.

Quando arrivava la bella stagione,il ghiaccio veniva grattato e ricoperto di sciroppi e aromi,metodo che viene ancora utilizzato per preparare la grattachecca romana.

Durante il sedicesimo secolo venne introdotto un metodo migliore per conservare la neve. Vennero infatti creati dei pozzetti di legno,con all’interno secchielli di zinco,nei quali veniva conservata la neve con il sale, che grazie a una reazione chimica,fungeva da isolante termico. Dallo sherbet,nome che richiama il sorbetto e che invece ha un metodo di preparazione diverso,si è giunti alla granita,prima attraverso l’impiego di gelatiere e dopo dei mantecatori,che permettono di ottenere il tipico impasto cremoso.

Consumata soprattutto a colazione,ma anche in qualsiasi momento della giornata,la granita per i siciliani rappresenta una tradizione e un momento di relazione sociale irrinunciabile.

In passato veniva consumata assieme al pane fresco,ma c’è chi ancora preferisce gustarla così. Oggi il pane è stato sostituito dalla tipica “brioscia” col “tuppu”,preparata con pasta lievitata all’uovo e aromatizzata con vaniglia e agrumi,chiamata così appunto perchè 

ha una forma che ricorda il tupè francese.

I gusti tradizionali della granita sono mandorla,pistacchio, caffè e gelsi,ma molto apprezzati anche limone,pesca,fragola e altre specialità alla frutta.

Valeria Di Bella

Ficarazzi: 16ª Sagra dell’arancino e fiera di settembre


 

Settembre è il mese in cui l’estate si congeda con molte promesse e altrettanti appuntamenti e per salutare la bella stagione a Ficarazzi, in provincia di Catania, come ogni anno, si svolge la celebre Sagra dell’arancino, giunta alla sua sedicesima edizione.

La Sagra apprezzata da tutti gli amanti delle tradizioni e del più genuino folklore siciliano si svolgerà dal 7 al 10 settembre e per la prima volta saranno disponibili 3 livelli (food, spettacolo e area giochi) che si estenderanno da Piazza Giovanni XXIII alla nuova Via Collina di Polifemo. Una grande occasione da non perdere anche e soprattutto per quei turisti che hanno la fortuna di godersi sulla nostra bella costa gli ultimi scampoli del sole settembrino.

L’associazione “l’isola che non c’è” promotrice e organizzatrice dell’evento dal 2001 ha come obiettivo quello di valorizzare uno dei simboli gastronomici siciliani per eccellenza, sua maestà l’arancino. Durante la sagra sarà possibile assaggiare ben 15 varianti dell’arancino e altri prodotti tipici dello street food siciliano.

L’ass. “L’Isola che non c’è” sceglie i fratelli Bauso dell’Etnacoffee di Londra per proporre nelle stesse date della sagra a Ficarazzi la degustazione di un “vero prodotto siculo” a Londra. Importante gemellaggio che ha come scopo comune quello di diffondere la cucina siciliana oltre i nostri confini, di tutelarne il patrimonio delle tradizioni e di far sentire più vicini alle proprie radici i siciliani che vivono all’estero.

Inoltre quest’anno verrà proposta la realizzazione dell’arancino più grande del mondo per cercare di rientrare nell’ambito libro blu – Guinness World Records; precedentemente il record era stato raggiunto nel 2007 con un arancino di 12 kg, il curioso e goloso record era stato documentato dalla RAI e mandato in onda durante il programma “Festa Italiana”.

La sagra dell’arancino e fiera di settembre rappresenta l’evento clou dell’estate catanese è si propone come una grande occasione per vivere un week‐and, tra storia, relax e buona cucina riscoprendo il piccolo borgo di collina, il balcone sul mare di Aci: Ficarazzi.

16ª Sagra dell’arancino e Fiera di settembre – Programma Spettacoli 2017:

Apertura stand – inizio degustazione: ore 18:30

7 settembre: ore 20:30 – Meeting di danza a cura di Filippo Marino e Enza Aleo;

8 settembre: ore 20:30 – La Corridasss dilettanti allo sbaraglio di Turi Cordova e    Daniela;

9 settembre: ore 20:30 – Archinuè in concerto;

10 settembre: ore 19:00 presentazione del libro Maestri d’Arte – Storie dei maestri artigiani di Aci Sant’Antonio” del giornalista Salvo Bella;

ore 20:30 – Miss & Mister and little Top World Model –  Ospite d’nore Pippo Barone.

Consegna Premio alla sicilianità “Collina di Polifemo” a Gianni Bella, Nerina Chiarenza, David Simone Vinci

Official Hashtag dell’evento

#sagradellarancino2017

#masculuè

#arancinoficarazzi

#collinadipolifemo

 

http://www.sagradellarancino.it

 

Ufficio Stampa – L’isola che non c’è

Alessia Aleo (Tessera ODG 159123)

La Sagra dell’Arancino oltre la Manica.


 

La Sagra dell'arancino attraversa la Manica e sbarca in UK per una collaborazione tutta siciliana. 
L'ass. "L'Isola che non c'è" sceglie i fratelli Bauso dell' Etnacoffee di Londra per proporre nelle stesse date della sagra siciliana, la degustazione di un vero prodotto siculo, a Londra. 
Gusto, tradizione e professionalità, gli ingredienti di questa ricetta.
Per tutti gli amanti della cucina siciliana, arriva anche in Inghilterra la sagra più attesa di Settembre. Quest'anno, la sagra si sdoppia, raggiungendo Londra carica di gustosissimi arancini. I protagonisti di questo doppio evento sono i fratelli Bauso, scelti dall'associazione l'Isola che non c'è, per aver diffuso la tradizione e la cultura delle pietanze tipiche siciliane. La motivazione è certamente legata alla somiglianza dei sapori e del gusto della famosissima palla di riso, ma soprattutto alla genuinità dei prodotti utilizzati che arrivano direttamente dalla Sicilia. Etnacoffee è sinonimo di una vera esperienza alimentare siciliana sulle road di Londra. Questo passaggio di testimone, è stato accolto a braccia aperte dai fratelli Bauso, che per l'occasione hanno organizzato un evento di degustazione in entrambi i locali. Sarà possibile gustare oltre dieci varianti di arancini, cucinati secondo la tipica preparazione araba-siciliana. Oltre i classici al ragù, al burro e prosciutto, e agli spinaci, saranno preparati arancini alla norma (salsa di pomodoro, melanzane e ricotta salata) e il preziosissimo arancino con bacon e pistacchio di Bronte; per quest'ultimo, i fratelli Bauso hanno ottenuto la certificazione ufficiale del Sindaco di Bronte al fine di far conoscere l'oro verde oltre i confini siciliani.  
Obiettivo comune è quello di diffondere la cucina siciliana oltre il territorio e di tutelare il patrimonio delle tradizioni tipiche della nostra terra. Per questo motivo, Etnacoffee garantisce una straordinaria qualità degli ingredienti utilizzati e di conseguenza collabora con i migliori fornitori siciliani, utilizzando solo ricette tradizionali.
Utilizzando il loro slogan, potremmo dire.. quest'anno, Taste it, anche in UK!
 
INFO EVENTO:
1st Arancino's Etnafestival
7/8/9/10 Settembre 2017 contemporaneamente:
• 54 Baker Street, W1U 7BU, Londra, REGNO UNITO – Fratelli Bauso, Etnacoffee.
• 3 Victoria Arcade, SW1E 5ND, Londra, REGNO UNITO – Fratelli Bauso, Etnacoffee.
 
Giuliana Ventura
 

Benefici e rischi del Sole


 

Il sole è sintomo stesso di vita, è prezioso per curare la depressione ed altre malattie mentali. I dati dimostrano che nei Paesi che godono di più luce l’incidenza della depressione e nettamente inferiore rispetto ai Paesi in cui il sole non si vede spesso.

È nemico dell’acne, infatti in dosi moderate disinfetta la pelle difendendola dai batteri; migliora i sintomi della psoriasi; aiuta il corpo a produrre la vitamina D, fondamentale per rendere le ossa più forti ed anche per il dimagrimento; riesce ad andare contro tanti tipi di cancro come quello dei testicoli o della prostata; stimola la sessualità e aiuta a dormire bene.

 

Il sole però come ogni cosa ha i suoi effetti benefici ma anche quelli dannosi. L’esposizione al sole andrebbe fatta per circa 30 minuti al giorno evitando nel periodo estivo le ore più calde, consigliate invece durante le stagioni più fredde.

Con una moderata ma costante esposizione il corpo ottiene enormi benefici ma non bisogna sotto valutare i rischi di quando si eccede.

Eritemi, invecchiamento precoce della pelle, rughe, macchie e nei peggiori casi può essere fonte di tumori quali melanomi, carcinoma spinocellulare ecc.

 

Le radiazioni solari vanno a colpire il DNA cellulare e quando si eccede nell’esposizione si può arrivare ad avere un’interruzione della doppia elica con notevoli quantità di lesioni.

La pelle abbronzata è bella ma non bisogna avere fretta perché a poco a poco ci sia abbronza meglio e si hanno più benefici per l’intero organismo.

Il sole inoltre può danneggiare gli occhi aumentando il rischio di cataratta, per questo motivo usare gli occhiali da sole è fondamentale.

Il sole in dosi eccessive provoca danni ai capelli arrivando in alcuni casi alla calvizie. Una scottatura del cuoio capelluto può portare anche a distanza di 3-4 mesi la caduta dei capelli.

 

Insomma come tutto in questo universo anche quella sfera luminosa ha le sue positività e negatività. Il sole è grande amico dell’uomo, senza esso non esisterebbe forma di vita, ma si deve fare attenzione per riuscire ad approfittare solo dei suoi benefici, che come abbiamo visto sono tantissimi, senza abusarne e avere i suoi effetti negativi.

 

Laura Ciancio