Google, con l’intelligenza artificiale si duetta al piano



L’arte della musica sembra essere uno dei campi applicativi ideali per le tecniche di AI, in quanto comprende varie attività creative come quelle del comporre, analizzare, improvvisare ed eseguire opere musicali, e, in questi contesti, comprende varie attività percettive basate sul riconoscimento di pattern ritmici, melodici e timbrici.A livello più elevato, inoltre, comprende il riconoscimento e la classificazione delle forme e degli stili musicali in contesti di studio musicologico.

Con l’intelligenza artificiale creata da Google si può anche duettare al pianoforte. L’obiettivo non è solo cimentarsi nella musica, ma anche iniziare a familiarizzare con questo tipo di tecnologia e di software sempre più avanzati.

L’esperimento lanciato dalla compagnia californiana si chiama “A.I. Due” e consiste in un sito in cui si possono suonare alcune note su una tastiera virtuale e ricevere una “risposta intonata” da parte del computer. O meglio da parte dell’intelligenza artificiale che c’è dietro.Il software “suonerà” il piano, duettando con la persona che suona la tastiera virtuale, sfruttando il “machine learning”: non riprodurrà melodie già programmate in partenza, ma si adatterà, “imparando”, a quello che la persona man mano suonerà.Chiunque può cimentarsi col sistema, anche se non è un pianista provetto: l’intelligenza artificiale risponde anche se si spingono a caso i tasti. A.I. Duet fa parte del progetto Magenta gestito da Google Brain.È lo stesso sistema informatico che nei mesi scorsi ha composto la sua prima canzone e realizzato opere d’arte a partire da fotografie (i quadri ottenuti sono stati venduti a un’asta a San Francisco). Quello dell’arte, della creatività più in generale, è uno dei campi di prova più sofisticati per le tecnologie di intelligenza artificiale. Con Magenta Google punta a esplorare tutto il potenziale creativo dei computer.
Giusi Lo Bianco
   

Buon vino non mente: l’Italia e la sua tradizione vinicola



 

Prima che l’Italia assumesse questo nome era chiamata dagli antichi coloni greci, nell’VIII secolo a.C., Enotria, che non a caso in greco (da oìnos) significa “vino”.

La storia del vino ha origini preistoriche: era interpretato da San Bernardo come espressione di timore e di forza; era associato al sangue per il suo colore rosso; in Grecia era considerato il sangue di Dioniso, bevanda di immortalità; per il Cristianesimo rappresenta il sangue che Cristo ha versato per salvare l’umanità.

In Italia si distinguono due periodi per il commercio del vino, periodi separati da una data: il 121 a.C.. Questo anno è ricordato per un’eccezionale vendemmia che, come ci tramanda Plinio, ha finalmente fatto conoscere all’Italia il suo bene.

Prima del 121 a.C. venivano apprezzati solamente i vini greci, mentre dopo questa data i vini Italiani furono considerati tra i migliori al mondo. Catone fa un elenco ben preciso di prodotti vinicoli e fra i vini più pregiati cita l’ammineo della Campania, il lucano della Basilicata ed il murgentinum della Sicilia.

Come oggi, anche gli antichi si divertivano a miscelare vini meno buoni con aromi o miele e non c’era da meravigliarsi se facevano male, come scriveva Plinio. Tra i vini più conosciuti, e che oggi non possiedono più l’originario nome, c’erano il cecubo prodotto nel golfo di Gaeta, il falerno della Campania che Giulio Cesare elogiava ed impose durante un banchetto, che aveva organizzato per festeggiare la vittoria in Gallia, ignorando i vini greci. Tra i vini pregiati c’erano anche il pocino proveniente dai vigneti dell’Adria, il setino di Terracina ed il retico, il preferito dell’imperatore Augusto, della valle dell’Adige. Tra i più richiesti c’erano quelli provenienti dai vigneti siciliani tra cui il mamertino messinese ed il tauromitano di Taormina.

Pian piano i vini si diversificarono ed ogni regione aveva le proprie qualità: rossa, bianca, rosè. Con la tradizione culinaria degli italiani ogni pietanza non poteva che avere il suo vino: per le carni bianche alla griglia o allo spiedo vini dell’Oltrepò Pavese, del Trentino (Marzemino e Merlot), Chianti, i Sangiovesi, i Rossi Piceno e Conero delle Marche; per l’arrosto di carne bianca i Nebbioli piemontesi, il Barbaresco, il Faron, il Corvo, l’Etna; per le carni rosse alla griglia e allo spiedo invece i vini valtellinesi (Inferno, Sassella, Grumello), il Teroldego trentino, il Recioto della Valpolicella, il friulano Refosco, il Montepulciano dell’Abruzzo, il Torgiano dell’Umbria, il sardo Cannonau e per finire in perfezione il Corvo siciliano; per l’arrosto di carne rossa, accompagnato da salse, Barolo, Barbaresco, Barbera, Cabernet del Collio e dei Colli Orientali del Friuli, Taurasi, Cirò; per i salumi il Chianti freschi Bardolino, Dolcetto piemontese, Gutturnio Mossi, Bonarda, bianco d’Uviglie.

 

La scelta è dura per chi vuol mettere un buon vino a tavola, ma vista la qualità, gli odori inebrianti, i benefici per la salute ed ovviamente il sapore delizioso, qualunque vino italiano di qualità fa il suo figurone.

 

Laura Ciancio

 

Catania: via Rigoli, dentro Petrone



Il Catania esce sconfitto dalla trasferta in casa dell’Akragas. La brutta prestazione dei rossazzurri ha portato alla rescissione consensuale con il mister Pino Rigoli. La dirigenza etnea ha deciso di affidare la guida tecnica della squadra a Mario Petrone. Per Rigoli pesano le brutte prestazioni in trasferta, in cui il Catania ha racimolato solo una vittoria con il Cosenza. Il dato interessante è che Rigoli è stato scelto ad inizio stagione dalla dirigenza del Catania per la stagione precedente al comando dell’Akragas, ed ha lasciato la panchina etnea proprio dopo la sconfitta con la sua ex squadra. Quindi per Rigoli Akragas croce e delizia. Nella conferenza stampa di presentazione Petrone ha affermato che vuole dare alla squadra la motivazione giusta per cercare la vittoria in trasferta e per ottenere la migliore classifica per affrontare al meglio i play-off di Lega Pro. Presente anche Pietro Lo Monaco che ha evidenziato i motivi del cambio di guida tecnica della squadra. Nel prossimo match il Catania affronterà il Taranto al Massimino. Interessante come schiererà la squadra il nuovo mister e l’impatto con l’ambiente, deluso dopo la sconfitta di Agrigento. Avanti Catania!

Gianluca Gangi

Catania, vittoria da capolista



Il Catania vince e convince nella sfida con la capolista Matera. Partita giocata fin dal primo minuto ad alti ritmi da entrambe le squadre; il Matera fa la partita ma è il Catania a pungere, ed al 25’ minuto del primo tempo Pozzebon di testa su assist di Di Grazia trova il vantaggio per gli etnei. Gol all’esordio per l’attaccante romano, conteso proprio da Catania e Matera nel mercato appena concluso. Nel secondo tempo, al 13’ minuto Di Grazia su calcio d’angolo trova la deviazione di un difensore lucano e mette a segno la rete del raddoppio etneo. La partita scorre veloce fino alla fine, unico squillo è il palo colpito dai lucani a pochi minuti dalla fine. A fine gara gli etnei in sala stampa hanno mostrato soddisfazione per il risultato importante ottenuto. Nota importante bisogna dedicarla ai tifosi rossazzurri che hanno tributato a Ciccio Famoso cori e striscioni, con quasi 11 mila spettatori si è superato il record stagionale. Il tifo di entrambe le curve è stato incessante ed ai molti presenti ha ricordato la passione della serie A. Nella prossima sfida il Catania affronterà nel derby siciliano l’Akragas, partita importante per continuare questa serie di risultati positivi iniziata con la Reggina. Avanti Catania!
Gianluca Gangi

La pubblicità su Facebook diventa multietnica



Considerando l’importante ruolo svolto oggigiorno dai social media nella società e nella vita delle persone, ovvero quello di spazio virtuale dove poter comunicare con il mondo, risulta fondamentale che questi si rivolgano a tutti senza alcuna distinzione etnica. Infatti, anche la pubblicità su Facebook adesso punta a diventare multietnica: il social network ha annunciato un aggiornamento delle sue policy relative alle inserzioni, con annesso miglioramento dell’algoritmo, per evitare che l’indirizzamento degli annunci pubblicitari avvenga con la discriminazione di alcune etnie. 

L’impegno della compagnia californiana è su due fronti. Da un lato spiega di aver aggiornato le sue policy rivolte agli inserzionisti, rendendo il divieto di discriminazione negli annunci (già esistente) più forte ed esplicito, e creando per loro una sezione ad hoc di “formazione”. Gli inserzionisti riceveranno inoltre avvisi mirati quando pubblicheranno gli annunci. In secondo luogo l’aiuto del software, anche sfruttando forme di intelligenza artificiale. Facebook afferma che comincerà a testare una nuova tecnologia di “machine learning” per identificare le pubblicità su tre temi evidenziati come “sensibili”: alloggi, lavoro e credito. Su questi si concentrerà l’attività di prevenzione.

D’altronde, se pensiamo che facebook ha 1,65 miliardi di utenti e che nemmeno l’affollatissima Cina può competere con lui per popolosità, è assolutamente “normale” che si faccia luce su un aspetto cosí importante.
Giusi Lo Bianco

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri: italiani senza lavoro, politici preoccupati per la Ryder Cup



 

L’Italia rischia di perdere l’organizzazione del torneo di golf più importante al mondo che si dovrebbe tenere nel 2022 a Roma. Grande preoccupazione per i nostri politici che hanno cercato in tutti i modi di stanziare i 97 milioni di euro, necessari per l’evento, al Comitato per l’organizzazione della Ryder Cup.

Lunedì 13 febbraio il Management Board della Ryder Cup Europe si riunirà in Inghilterra, se per quella data il Comitato organizzatore italiano non avrà il denaro sufficiente per l’intera copertura economica dell’evento, 157 milioni di euro, il grande evento golfistico verrà fatto in un altro Paese.

 

60 milioni di euro, di contributi pubblici che servirebbero per triplicare il montepremi dell’Open d’Italia, sono già stati stanziati dal governo attraverso la legge di Bilancio, ma ne mancano ancora 97 milioni per “salvare il torneo”.

E se anziché salvare un torneo di golf si pensasse a salvare il futuro degli italiani, con i loro soldi tra l’altro, non sarebbe più giusto?

Nei mesi passati hanno cercato di far approvare questi finanziamenti in ogni modo, dai provvedimenti che non avevano nulla a che fare con lo sport, alla manovra (alla voce sport e giovani) per arrivare ad infilarsi nel Salva-risparmio. I vari tentativi non sono andati a buon fine infatti l’iniziativa era stata bloccata dal presidente del Senato Pietro Grasso, e prima ancora dalla Commissione finanze della Camera, perché era necessaria un’iniziativa trasparente e ben motivata. A questo punto si arriva all’ultimo strumento normativo tentato, il Milleproroghe di cui si è discusso in Senato negli ultimi giorni.

I membri della FederGolf si mostrano seriamente preoccupati per la brutta figura che potrebbe fare l’Italia se perdesse la possibilità di realizzare l’evento per il quale aveva già vinto la candidatura. Se non verranno elargiti i restanti finanziamenti il comitato organizzatore scriverà una lettera “piena di imbarazzo” al Board della Ryder Cup, per spiegare che al momento non è stato possibile ottenere dal governo la copertura finanziaria dell’evento. Non osiamo immaginare quanto il popolo italiano potrebbe essere dispiaciuto ed in sintonia con la federazione per questa possibile perdita.

 

Purtroppo il mondo reale, quello che riguarda la maggior parte degli italiani, mette in luce altre problematiche che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

E se un Paese ricco di storia, cultura e bellezze di ogni genere in un momento tanto difficile deve avere bisogno di un evento sul golf per mettersi in luce davanti al mondo, vuol dire che stiamo percorrendo la strada sbagliata.

 

Laura Ciancio

 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/09/ryder-cup-il-governo-riprova-lassalto-per-stanziare-97-milioni-e-solo-ora-il-mondo-del-golf-esce-allo-scoperto-salvate-quel-torneo/3377277/

“U pisci a mari” Aci Trezza – L’Ars approvi lo stop al pagamento del canone demaniale per la tradizionale pantomima iscritta al Rei


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“E’ paradossale che ancora oggi continua la contraddizione che vede da un lato l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana tutelare la tradizionale pantomima “U pisci a mari” di Aci Trezza con azioni di valorizzazione e l’importante iscrizione nel Registro delle eredità immateriali, mentre dall’altro l’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente continua a chiedere il pagamento del canone per l’occupazione dello specchio acqueo demaniale marittimo per la pur breve durata della manifestazione, che si tiene ogni anno il 24 Giugno. Chiediamo che l’Assemblea regionale siciliana approvi una norma fondamentale per stabilire l’esenzione, rispetto a quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore, ovvero la legge regionale n° 15 del 29 novembre 2005.
Questo è in sintesi il contenuto della lunga lettera che il presidente dell’associazione culturale, folkloristica e di tradizioni popolari “U pisci a mari”, Giuseppe Buzzurro, ha inviato nei giorni scorsi all’attenzione della commissione Territorio ed Ambiente dell’Ars ed alle commissioni Bilancio e Cultura, dell’intera deputazione regionale, del presidente Crocetta e degli stessi assessorati coinvolti nella questione.
“Già il 9 luglio 2015 la Parrocchia San Giovanni Battista e la Commissione festeggiamenti San Giovanni Battista, in appoggio alla nostra battaglia, hanno inviato una lettera agli stessi indirizzi evidenziando la problematica in un momento in cui le tariffe applicate erano alle stelle. Nell’anno appena trascorso – aggiunge il presidente Buzzurro – le cifre si sono abbassate sensibilmente ma il problema permane, perchè è assurdo si faccia pagare un’evento senza scopo di lucro che al contrario dovrebbe essere incentivato dall’amministrazione regionale, essendo rinomato nel mondo e atteso da visitatori e turisti.”
Nel contempo, la prima missiva inviata ha prodotto due disegni di legge depositati dai deputati Vinciullo e Raia (che oltretutto prevede anche esenzioni per le regate non a scopo di lucro). Del primo non si sono avute più tracce mentre il secondo, dopo essere stato esaminato e discusso in IV commissione e dopo aver ricevuto il benestare anche dal dirigente generale del dipartimento regionale Ambiente, non è stato più portato all’ordine del giorno per l’approvazione definitiva e la trasmissione all’Ars.
“Sono passati 8 mesi ed ancora non comprendiamo il motivo per cui il disegno di legge è stato accantonato o, comunque, non sono state individuate altre soluzioni per cancellare questa fastidiosa incongruenza. Lanciamo quindi un appello all’assessore Croce ed al presidente della commissione Maggio, affinchè prendano a cuore questa situazione prima che sia troppo tardi e si arrivi a scadenza della legislatura. La nostra è una richiesta accorata perchè riteniamo che le tradizioni popolari, come la nostra, debbano essere veramente aiutate dall’istituzione regionale con misure che ne valorizzino la storicità e non con leggi che rischiano di comprometterne il futuro.”

Associazione culturale
folkloristica e di tradizioni popolari
“U pisci a mari”
Per info: 3888506582 Davide Bonaccorso (tessera O. d. G. n° 112751)